Riceviamo e pubblichiamo – E’ in questi giorni, dopo queste morti, dopo la tua morte Giusy, che io perdo il senso….
Perdo il senso del togliere tempo al fare e all’essere volontaria, per stare dietro a pratiche burocratiche, cavilli amministrativi e norme obsolete e fuori luogo.
Perdo il senso di zeri che si rincorrono in vitalizi e stipendi erogati in maniera così facile rispetto alla fatica e all’impegno con cui noi associazioni raccogliamo quei pochi spiccioli con i quali realizziamo attività per anni, cambiamo la vita di famiglie, facciamo mangiare uomini, vestiamo bambini e insegniamo a leggere alle donne.
Perdo il senso di passare una vita, fatta di giornate condivise con estranei e passate magari a subire soprusi e vessazioni per versare contributi che non ti permetteranno nemmeno di passare una vecchiaia in dignità e salute.
Perdo il senso, ma poi mi dico che forse è giusto che perda il senso di queste cose e ritrovi il valore di quelle che contano: l’amore per gli altri, l’entusiasmo del fare, la gioia di vivere, l’ottimismo delle idee e la fiducia nel cambiamento, questo è quello che ho ricevuto in eredità da Giusy, da Marisa e da mio zio Valter.
Chiara De Carolis
Casa dei diritti sociali della Tuscia
