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“Imu, nessuna mazzata sulle seconde case”

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Mauro Rotelli

Mauro Rotelli

Giuseppe Talucci Peruzzi

Giuseppe Talucci Peruzzi

Riceviamo e pubblichiamo – Mazzata Imu sui fabbricati? Vero il contrario.

È bastato un rapido giro su internet per verificare le aliquote Imu applicate sia nel Lazio, sia da altri capoluoghi italiani per confrontare le percentuali approvate dal Comune di Viterbo e constatare che di “mazzata sulle seconde case” proprio non si può parlare.

Iniziamo col dire che sarebbe opportuno utilizzare i termini esatti.

È corretto parlare di “altri fabbricati” e non di “seconde case”; una categoria, quindi, ben più ampia e variegata.

Non solo abitazioni ma altri immobili destinati a differenti finalità.

Dai dati che seguono è poi inconfutabile come le scelte intraprese dall’amministrazione comunale sulla seconda aliquota Imu tengano presente l’attuale situazione economica generale e il non voler incidere ulteriormente su questa.

Nel Lazio, per esempio, Latina, Rieti, Frosinone e Roma prevedono tutti un’aliquota sugli “altri fabbricati” pari alla massima applicabile, e cioè del 10,6 per mille, a fronte di quella deliberata dal consiglio comunale di Viterbo del 9,2 per mille.

Per quanto riguarda poi l’aliquota sull’abitazione principale i capoluoghi laziali, con differenti valori, non scendono sotto al 4 per mille, mentre a Viterbo è del 3,9.

Ma la differenza risulta più evidente se si considerano altri capoluoghi italiani: basti pensare che città come Caserta, Catania, Genova, Napoli, Venezia, Firenze, Milano e Bologna, per citarne alcuni, applicano per gli “altri fabbricati” il massimo dell’aliquota, pari, appunto, al 10,6 per mille, ed un’aliquota prima casa ben superiore al 3,9 per mille applicata a Viterbo.

È di tutta evidenza quindi, che, legittimamente, altri comuni hanno inteso agire in modo differente, applicando questa che da più parti è considerata una tassa “ingiusta” andando a colpire la proprietà, sostituendosi a quello che era stato un passo avanti fatto con l’eliminazione della vecchia Ici e di cui, peraltro, i comuni ne beneficeranno solo in minima parte.

Il Comune di Viterbo, invece, dati alla mano, ha fatto scelte differenti, certo, sempre impopolari, ma ben meno gravose di quello che avrebbe potuto fare.

I consiglieri

Mauro Rotelli

Giuseppe Peruzzi Talucci


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