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Itet, la società diffida l’amministrazione comunale

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Le Zitelle proprietà della Itet

– Itet, la situazione si complica (la diffida dell’Itet).

Quello che doveva essere un impianto termale alle Zitelle, i privati l’hanno spostato al Barco, cambiando la destinazione d’uso. Da ricettivo ad abitazioni. Motivo: la (presunta) realizzazione dell’aeroporto creava problemi alla struttura termale.

La storia si trascina da decenni ed è tornata in auge mesi fa, con il sindaco Marini pronto a dimettersi se la pratica non fosse stata approvata e la minoranza sull’Aventino. Poi non se ne fece più nulla. Pratica accantonata.

Adesso è venuta alla luce una diffida che la società ha presentato nei confronti dell’amministrazione comunale, in cui intima all’amministrazione stessa d’approvare la variante, dando il via libera alla zona residenziale al Barco e lasciando alle Zitelle praticamente nulla dell’originario piano termale.

Una bella grana per il comune.

Quando s’iniziò a parlare dello scalo, la commissione Urbanistica diede un parere favorevole all’impianto termale, ma bloccando tutto in attesa di capire gli sviluppi sull’aeroporto. Ci fu un ricorso al Tar, ma l’Itet rinunciò al contenzioso. In compenso si sarebbe dovuto approvare il nuovo piano al Barco, cedendo tra l’altro l’area residua alle Zitelle. Quindi, silenzio, fino a pochi mesi fa, quando il punto è tornato in consiglio comunale, spaccando di fatto la maggioranza, con relativo rinvio.

“L’Itet – si chiede Alvaro Ricci – ora presenta una diffida, ma aveva un diritto a costruire relativo al 1974 e non l’ha mai esercitato”.

Il punto focale della diffida presentata, è in un passaggio in cui si sostiene come “A seguito della nota dell’11 maggio 2010 dell’amministrazione comunale settore Urbanistica, con la quale è stata positivamente riscontrata la proposta Itet (spostamento cubatura ndr), sono intervenuti incontri con l’amministrazione per predisporre la traslazione dei diritti edificatori dal Barigello ad altra area di proprietà priva di vincoli”.

Ma Ricci si chiede: “Il riscontro positivo chi glielo ha dato? Il consiglio comunale sul tema non si è mai espresso e non credo che altri organi del comune possano prendere impegni del genere”.

La confusione regna sovrana, ma un punto è chiaro: “Al di là di ogni ragionamento – osserva Ricci – vogliamo che si realizzi la città termale, il borgo alle Zitelle o in un’area da piano regolatore compatibile.

Si possono fare varianti, ma per l’utilizzo originario, turistico. Non residenziale. Meno che mai si può pensare di andare a costruire in zona Barco, alla Palanzana, al confine con il parco dell’Arcionello.

In conferenza dei capigruppo avevo chiesto di ritirare la pratica, ma Pdl, Destra e Alleanza per Viterbo hanno voluto portarla.

C’è poi il parere della Sovrintendenza, la risposta a una mia lettera con cui mi si diceva che la zona ha interesse archeologico, con possibili reperti.

Il sindaco ha chiesto un suo parere, che fine ha fatto?”.

Insomma, un’altra grana per Marini. Che su questa pratica rischia di non avere i numeri per approvarla. La Lega Federalista ha già detto di no. E non sarà la sola.

Giuseppe Ferlicca


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