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La giustizia denegata è frutto anche dei tagli

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Civita Castellana - Una panoramica

Riceviamo e pubblichiamo – Per la giustizia che non c’è astensione dalle udienze il 23 ottobre 2012.

Il diritto dei cittadini di accesso alla giustizia è sempre più precluso: sono aumentati i costi dei processi con il contributo unificato che viene aumentato ogni sei mesi; è stata privatizzata la giustizia civile con la media-conciliazione obbligatoria; è impedito l’effettivo svolgimento del “giusto processo” con la previsione del filtro in appello.

L’indiscriminata cancellazione di 1000 uffici giudiziari, tra i quali l’ufficio del giudice di pace di Civita Castellana e la sezione distaccata del tribunale di Civita Castellana, costringono i cittadini a trasferte di ore per seguire le udienze o per testimoniare, con aumenti dei costi per le loro tasche e per la giustizia.

La giustizia denegata è frutto anche dei tagli al settore di risorse e personale, dell’eccessiva e dispendiosa esternalizzazione di servizi (pari a oltre 700 milioni di euro), della mancata riorganizzazione dei tribunali; della mancanza di circa 1250 magistrati in organico; dello stentato avvio del processo telematico; dell’assenza di interventi per la riforma della magistratura onoraria e per la valorizzazione della professione forense; del dimezzamento delle tariffe forensi con ricadute pessime sulla qualità delle prestazioni.

Continuano poi a proliferare norme che prevedono nuovi ed insensati reati, come se il carcere fosse il rimedio ai problemi di una società malata e non un’istituzione da abolire.

Le patrie galere sono stracolme di morti di fame che, se avessero occasioni di lavoro vero, non penserebbero a delinquere.

Il sovraffollamento delle carceri italiane – sanzionato dalla corte europea dei Diritti dell’uomo come trattamento degradante ed inumano – indurrebbe a rivedere ed eliminare molte norme penali e ad applicare una amnistia, ma il Governo pensa, invece, ad inasprire le pene per i reati commessi da amministratori pubblici e da funzionari pubblici, quando l’unica seria punizione è cacciarli dalla pubblica amministrazione, condannarli a risarcire il triplo di quanto hanno frodato, confiscargli tutto quello che non hanno dichiarato, condannarli ad eseguire lavori di pubblica utilità e a vivere con 500 euro al mese per almeno tre anni.

Per questi e altri motivi il 23 ottobre gli avvocati italiani si asterranno dalle udienze e si recheranno a Roma a manifestare con corteo che partirà da Piazza della Repubblica alle 11.

A Sel sta a cuore una giustizia che riparta dalla centralità della Costituzione e abbia i suoi fondamenti nel garantismo e nell’uguaglianza di tutte e tutti di fronte alla legge.

A Sel sta a cuore una giustizia che incontra i cittadini e permetta loro di reclamarla sul territorio dove abitano, senza dovervi rinunciare per la difficoltà a raggiungere l’ufficio giudiziario più vicino che si troverà a Viterbo e non più a Civita Castellana.

Invitiamo per tali motivi le amministrazioni comunali del territorio ricadente sotto la giurisdizione degli uffici giudiziari di Civita Castellana a resistere nello sforzo di tenerli aperti contro le decisioni del governo Monti, appoggiando anche le iniziative giudiziarie intraprese dall’organismo unitario dell’avvocatura contro la cancellazione degli uffici giudiziari, prendendo i necessari contatti per supportare tali iniziative.

Sinistra Ecologia Libertà – Circolo “La Lampadina” di Civita Castellana


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