(g.f.) – Chi ha governato la città finora faccia un passo indietro e la società civile uno in avanti.
A dirlo è Rodolfo Gigli (Udc) parlando di una piattaforma civica come base di consenso e un tavolo programmatico attraverso cui costruire l’alleanza di governo per Viterbo, con priorità precise e condivise, fuori dagli schemi tradizionali di centro destra e centro sinistra.
Gigli prende carta e penna e scrive una lettera aperta a tutti i politici in vista delle prossime elezioni comunali nel capoluogo. Con due obiettivi: “Sottrarre per i prossimi anni – scrive Gigli – il destino di Viterbo alla crisi palese delle forze politiche, non solo cittadine e tracciare un percorso realistico per ricollegare il valore dell’impegno civico con il valore della rappresentanza istituzionale”.
Il ragionamento dell’esponente Udc si basa su due punti: far fare alla classe politica che finora ha governato Viterbo un passo indietro: “L’annuncio di Marini di non ricandidarsi è un gesto positivo in questa direzione”.
Al tempo stesso, semplici cittadini, associazioni, volontariato, operatori economici, siano loro a fare un passo in avanti.
“L’obiettivo – scrive ancora Gigli – è costruire una forma di buon governo per la città, con un metodo nuovo di lavoro e un’ampia base di consenso”. Qualcosa in più rispetto a una semplice lista civica.
E per non creare equivoci: “Non mi sfiora nemmeno l’idea – sottolinea Gigli d’assumere il ruolo d’arbitro o di chi dà le carte per il gioco, come spero che altri finora impegnati in ruoli importanti, condividano la mia posizione”.
Il Governo Monti secondo Rodolfo Gigli è uno spartiacque tra un vecchio modo di governare e uno nuovo da sperimentare subito, basato sul rigore nella gestione del denaro pubblico, razionalizzare la spesa pubblica, abbassare i costi della politica e armonizzare l’attività amministrativa a livello locale, nazionale e comunitario.
“Ritengo che la riscossa del Paese, che implica un rinnovamento sostanziale della politica e della dirigenza politica, non possa essere imposta dall’alto, ma radicata nelle autonomie locali”.
Una lettera che è apertura al confronto senza guerre di religione: “Il tavolo programmatico – conclude Gigli – è lo strumento per individuare una maggioranza di programma per il buon governo, guidata da un sindaco che ne rappresenti lo spirito, la continuità e la responsabilità davanti ai cittadino che lo hanno eletto”.
