Riceviamo e pubblichiamo – Il bilancio dell’amministrazione comunale è assolutamente trasparente. Il consigliere Ricci nel riportare sulla stampa i dati sull’ammontare degli affitti degli immobili dell’ente ancora non riscossi, fornisce una lettura di carattere squisitamente politico-strumentale, arrivando a conclusioni fuorvianti e populistiche.
Adesso però usciamo dalla demagogia, soprattutto per rispetto nei confronti del cittadino che legge, e facciamo chiarezza.
Il Comune avanza 559.736,43 euro per gli immobili locati a privati, associazioni e attività commerciali. Quella degli affitti non corrisposti è purtroppo una questione che coinvolge la generalità dei comuni italiani, soprattutto in un momento congiunturale come quello che stiamo vivendo.
I tribunali sono pieni di contenziosi verso inquilini inadempienti. L’amministrazione comunale conosce bene la situazione delle locazioni morose e non se ne sta di certo con le mani in mano, ma è spesso difficile arrivare presto alla conclusione degli iter.
Nella maggior parte dei casi, si tratta di attività commerciali che, più di altre, subiscono oggi il momento di forte crisi. Ma sono anche molte le famiglie che non riescono a pagare i canoni di locazione. Ci stiamo lavorando, con la consapevolezza, però, che si va a incidere su situazioni non semplici, che si possono recuperare proponendo piani di rientro graduali piuttosto che ricorrendo ad azioni di forza come lo sfratto.
Il momento ci richiede questo tipo di approccio nei confronti dei cittadini, siano essi privati o commercianti, che hanno seri problemi nell’onorare i propri debiti. Tra l’altro, non è detto che l’immobile liberato sia facilmente ricollocabile sul mercato. Spesso capita che rimanga sfitto per molto tempo. Adesso, però, consideriamo l’aspetto tecnico. Intanto c’è un’inesattezza nelle cifre riportate da Ricci. I residui ancora da liquidare per il periodo che va dal 1994 al 2005 non ammontano a 90.000 euro, bensì a 25.000 euro e quasi tutte le cifre da incassare si riferiscono a un caso veramente delicato e umano sul quale infierire sarebbe crudele. Passiamo ora al dato globale: l’equilibrio di bilancio non è pregiudicato dalla tempistica dell’incasso dei circa 560.000 euro di affitti non pagati al 31 dicembre 2011. La voce registra un credito attivo ed è in questa prospettiva che deve essere valutata.
Questa analisi serve anche per confutare la conclusione a cui è arrivato il consigliere Ricci, e cioè che il Comune per far fronte agli introiti non incassati dalle locazioni ha aumentato l’Imu. Così non è.
Qui non si tratta di far quadrare il bilancio, perché il bilancio, come appena spiegato, non subisce uno squilibrio. Stiamo parlando di due cose che vanno messe su piani distinti. L’aumento dell’aliquota base Imu per gli altri immobili, diversi dall’abitazione principale, dunque, non dipende dalla mancata riscossione degli affitti degli immobili comunali, ma dal pesante taglio statale di 5 milioni di euro che si è abbattuto sulle casse dell’ente. Una decisione dolorosa, purtroppo, che hanno dovuto prendere tutte le amministrazioni comunali italiane. Infine invito Ricci a una maggiore attenzione nella verifica dei conti. Se lo avesse fatto, si sarebbe accorto che i ticket di trasporti, mense e scuolabus non sono stati aumentati. Per ciò che concerne i tributi, l’unico adeguamento è quello relativo all’Irpef.
Maria Antonietta Russo
Assessore al bBilancio e al patrimonio
