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“Mi hanno puntato la mitraglietta in faccia”

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Il negozio Risparmiocasa in cui è avvenuta la rapina

Il negozio Risparmiocasa in cui è avvenuta la rapina

Il negozio Risparmiocasa in cui è avvenuta la rapina

Il negozio "Risparmio casa" in cui è avvenuta la rapina

Il negozio "Risparmio casa" in cui è avvenuta la rapina

Il negozio "Risparmio casa" in cui è avvenuta la rapina
Il negozio "Risparmio casa" in cui è avvenuta la rapina
Il negozio "Risparmio casa" in cui è avvenuta la rapina

– “Mi hanno puntato la mitraglietta in faccia. Ho avuto paura per mio figlio che era alla cassa con me”. E’ una donna terrorizzata, la giovane madre che si è trovata faccia a faccia con il commando di rapinatori che sabato sera, verso la chiusura, ha fatto irruzione a Risparmiocasa, in via Garbini (fotocronaca).

Singhiozza e piange, ancora sotto shock. Abbraccia il marito arrivato sul posto in un battibaleno dopo aver saputo proprio dalla moglie della rapina. Insieme a loro il figlio.

Ci hanno puntato contro la mitraglietta – ripete la giovane madre, subito dopo la rapina -. E ci hanno costretti ad entrare in uno sgabuzzino, una specie di ufficio. Hanno minacciato le altre persone, una ventina, costringendole a buttarsi a terra. Qualcuno è riuscito a fuggire dalle uscite di sicurezza. Con me a fare la fila alla cassa c’era mio figlio. La paura era che uccidessero mio figlio”.

Paura e terrore durati una quindicina di interminabili minuti. Terrore che sabato sera era negli occhi di tutte le vittime del sequestro e della rapina a RisparmioCasa. Rapina iniziata intorno alle 19,30.

“Buttatevi a terra bastardi – racconta un altro dei venti ostaggi subito dopo lo scampato pericolo -. Bestemmiavano. Ci hanno dato la sensazione di essere fuori controllo. Alterati”.

Del commando facevano parte tre uomini. Due sicuramente armati. Uno con una mitraglietta e l’altro con un fucile a pompa. Una volta individuata la cassaforte, secondo le prime e frammentarie testimonianze, hanno arraffato tutto quello che hanno potuto. Ma sembra che il bottino in realtà sia stata poca cosa. Poi sono fuggiti di corsa. Tanto di corsa che hanno perso una parte della refurtiva fatta di monete. E poi si sono allontanati su una Y10 nera.

“Li avevo visti entrare – ricorda un passante che stava portando a spasso un cane -. Il tutto è durato pochissimo. Li ho visti poi fuggire sulla Y10 nera”.

Terrorizzata anche la cassiera che si è vista davanti le armi spianate dei tre.

“Gridavano. Bestemmiavano. Ci hanno terrorizzati – spiega ancora impaurita -. Sono stati minuti terribili. I tre parlavano con accento romano. Avevano il volto coperto con dei fazzoletti. Indossavano delle felpe con il cappuccio”.

Sul posto è subito arrivata una pattuglia dei carabinieri di Viterbo, che hanno predisposto posti di blocco e stanno cercando la Y10 nera. Un testimone avrebbe anche visto il numero di targa. Sembra che ricerche si stiano stringendo intorno ai tre rapinatori.


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