– Veltroni. Rottamato! D’Alema. Rottamato! E il buon Fioroni? Rottamato anche lui? Forse.
Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, non deflette e intanto ha ottenuto un fatto fondamentale in politica: detta l’agenda perfino al grande, magnifico e irraggiungibile sua santità Maximo D’Alema I. Che l’altra sera a Otto e Mezzo mostrava occhi vitrei, sguardo livido, e una indignazione degna di miglior causa.
Alla Gruber ha spiegato che se le primarie le vince Bersani lui non si candida al parlamento, se il vincitore sarà Renzi, “sarà battaglia politica”. Una cosa insomma alla mastro Don Gesualdo, per essere chiari.
Prima non aveva mancato la citazione dotta. Affermando: “Non sono un cane morto”. Come per dire: Ho letto Il capitale di Marx e anche il suo omaggio al “grande” Hegel. Hegel per Marx, infatti, non era un “cane morto”. Insomma, per incensarsi D’Alema si è paragonato a Hegel. Che, pur essendo stato un pessimo filosofo, rispetto al piccolissimo D’Alema non può non apparire un gigante.
Intanto Renzi si gode la vittoria politica e a Repubblica che lo intervista risponde: “Io dico solo che la scelta di D’Alema è in linea con la stragrande maggioranza degli iscritti al Pd. È quello che pensano tutti. Lo pensavano pure di Veltroni. Ma io sono contento per un altro motivo. Finalmente la discussione sulla rottamazione può prendere un altro verso. Adesso la discussione può essere sui contenuti”. Arriva poi precisa un’altra domanda di Claudio Tito di Repubblica: Vuol dire allora che basta così con il ricambio? Non c’è bisogno che Rosi Bindi o Anna Finocchiaro facciano un passo indietro?
“Nel momento in cui D’Alema e Veltroni fanno un gesto così – risponde Renzi -, è evidente che tutti gli altri non potranno che fare la stessa cosa. Non è che mandiamo via D’Alema e ci teniamo Fioroni. Quello di Massimo e Walter è un gesto di nobiltà che devono fare tutti”.
Come dire che ora tocca a Fioroni, che si mostra sarcasticamente onorato di essere preso di mira dal sindaco di Firenze.
“Grazie Renzi – replica Fioroni -, perché ero molto preoccupato che non se la fosse mai presa con me. Pensavo proprio di non contare nulla, adesso invece conto anche io. Meglio tardi che mai“.
Ora si tratta di capire se Fioroni si ricandiderà. Lui preferisce non affrontare l’argomento: “Non rispondo sulla candidatura, è un tema di cui non parlo…”, dice. Ma c’è da esser certi che non si comporterà come certe mammolette ex comuniste. Lui è democristiano. Anzi andreottiano. “Capisci a me” direbbe Di Pietro.
Miyamoto Musashi
