– Non si candida in comune, non si candida in regione, non si candida in Parlamento con uno dei partiti che sostengono il governo Monti, dal quale è lontano anni luci.
Marcello Meroi parla e spiega quello che non farà. Dopo avere riflettuto sull’eventualità di dimettersi è arrivato a una conclusione. Vuole rimanere a palazzo Gentili, ma a determinate condizioni.
Tra tanti no e un sì, c’è pure un “ni”. In Parlamento esistono pure forze della sua area politica, leggi la Destra, con cui magari potrebbe non candidarsi, però almeno avvicinarsi. Ma qui, durante la conferenza convocata in mattinata all’ultimo minuto, Meroi ha messo in campo tutta la sua abilità da politico navigato per svicolare.
“Il punto vero è che con i numeri che ci sono stati forniti – spiega Meroi – probabilmente Viterbo non ce la farà a eleggere nemmeno un parlamentare”. Quindi il problema Meroi non si pone, seppure potrebbe rimanere quello di una convivenza difficile in un Pdl ancora appiattito sulle posizioni montiane.
“Non mi presenterò alle prossime comunali – rivela Meroi – anche se qualcuno ha chiesto una mia eventuale disponibilità. Il sindaco l’ho già fatto, esperienza bellissima, che si è esaurita nell’aprile del 1999”.
Quindi: “Voglio continuare a svolgere il mio compito di presidente della provincia, a due condizioni. Che l’ente abbia una continuità per arrivare a fine mandato e che non si dissolva.
Altrimenti non mi dimetterei quel giorno, ma domani mattina stessa. E’ una questione di dignità”.
La seconda condizione è tutta politica. “Che ci sia una maggioranza in grado di sostenere l’amministrazione nella fase importante che si prospetta. Fare da capofila nell’accorpamento con Rieti”.
Oggi una maggioranza per il presidente c’è. “Ci sono stati problemi – spiega Meroi – anche di recente, ma mi pare che siano rientrati”. Riferimento all’Udc. “Nessuno, in modo ufficiale o ufficioso – precisa Meroi – mi ha chiesto di rivisitare la giunta, togliendo l’assessore Santucci”.
A preoccuparlo è ben altro. “In regione – conclude Meroi – ho chiesto alla presidente Renata Polverini che ci siano date tutte quelle somme che ci spettano, ma non ancora versate. Si tratta di di cifre che non consentono di realizzare un bilancio che sia credibile”. I fondi regionali figurano,però non sono mai arrivati. “Ho dato incarico ai dirigenti di tutti i settori entro le tredici di venerdì di predisporre l’elenco dei crediti che vantiamo. In assenza di risposte, partiranno azioni esecutive verso la regione Lazio”.
Giuseppe Ferlicca
