– Per votare l’Imu e per morire c’è sempre tempo.
In consiglio comunale arriva l’odiata tassa e l’approvazione del regolamento porta via diverse ore. Anche se si tratta in gran parte di regole su cui poco l’amministrazione può intervenire, tranne, come fa notare il capogruppo Pdl Roberto Bennati: “Per le agevolazioni – spiega Bennati – il regolamento è molto vincolato, possiamo intervenire ad esempio su abitazione d’anziani che stanno in rsa, alloggi popolari o condizioni favorevoli per chi affitta abitazioni a determinate condizioni, favorevoli per locatari”.
Alla fine il regolamento passa, seppure più di un consigliere, a partire da Umberto Fusco (Lega Federalista), è contrario, ma dice sì al regolamento. Mentre il sindaco Marini vota sì perché costretto.
Poi si arriva al nodo cruciale. Le aliquote. L’assessore al Bilancio Maria Antonietta Russo illustra le proposte uscite dalla commissione: 3,9 per mille sulle prime abitazioni e 9,2 per mille per le seconde case. Con un corollario d’agevolazioni ed eccezioni.
Poi interviene Alvaro Ricci (Pd) che lancia un’articolata proposta di modifica delle aliquote che tra l’altro prevede il sei per mille per le prime abitazioni, ma di lusso e per seconde case, sempre ville e di lusso, il 10,6 per mille.
La differenza dovrebbe andare per diminuire le aliquote applicate alle attività commerciali e ai laboratori artigianali.
Ma la proposta è una serie di numeri e percentuali tale, che i consiglieri, arrivati alle 19,30, stremati dal tanto discutere, decidono di sospendere la seduta per prendere visione delle proposte avanzate dal vice capogruppo Pd e aggiornarsi a domani mattina.
In qualche modo il Pd ha dettato l’agenda del consiglio comunale. E costretto tutti a svegliarsi di buon mattino per discutere ancora di numeri. Sempre che non si diano i numeri. Non sarebbe la prima volta.
Giuseppe Ferlicca
