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Processo Dazio, Scapigliati supertestimone

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Massimo Scapigliati

Domenico Chiavarino

Domenico Chiavarino

Dario Chiavarino

Dario Chiavarino

(s.m.) – Salirà questa mattina sul banco dei testimoni Massimo Scapigliati.

L’ex caposervizio del Comune di Viterbo è stato chiamato a deporre nel processo Dazio, su presunte mazzette per autorizzare cave abusive.

Le tangenti, secondo l’accusa, viaggiavano dagli imprenditori ai funzionari regionali, transitando nell’ufficio di Scapigliati, addetto a pubblica incolumità cave e torbiere.

Nell’inchiesta per corruzione e concussione che ha spedito agli arresti sei persone, tra imprenditori e funzionari regionali, Scapigliati avrebbe fatto da intermediario tra gli attuali imputati: Dario e Domenico Chiavarino, padre e figlio di Celleno, titolari dell’omonima ditta e il dirigente regionale Giuseppe De Paolis.

I primi avrebbero pagato per avere una falsa autorizzazione in materia di cave. Il secondo si sarebbe impegnato ad accelerare la pratica. E in mezzo, secondo l’accusa, c’era Scapigliati, che tratteneva per sé una parte delle tangenti dirette in Regione.

Alcuni passaggi di mazzette – non riferibili a De Paolis, ma ad altri episodi contestati a chi ha già patteggiato – sono documentati dal filmato girato dalla forestale nell’ufficio di Scapigliati.

La presunta tangente sborsata dai Chiavarino era di 20mila euro. Stando alle indagini, 5mila ciascuno sarebbero spettati a Scapigliati e De Paolis. I restanti 10mila dovevano essere, invece, una provvigione sulle vendite dei materiali che la ditta Chiavarino avrebbe estratto dalla cava. Scapigliati e De Paolis avrebbero ricevuto una piccola percentuale dei guadagni. Ma entrambi sostengono di non averla mai incassata.

Anche l’ex caposervizio di Palazzo dei Priori finì in arresto nell’inchiesta Dazio. L’unico a dover rispondere sia di corruzione che di concussione.

Come altri due coimputati, ha patteggiato due anni fa. Ma per i pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci è il superteste. Il solo che può approfondire la questione di quelle false autorizzazioni a pagamento che sarebbero convenute a tutti. Imprenditori, funzionari e allo stesso Scapigliati.

E’ dall’udienza del 22 ottobre 2010 che i magistrati vogliono ascoltarlo. Ora il momento è arrivato. E, con tutta probabilità, non sarà una cosa breve.


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