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“Pronunciano la parola cambiamento senza senso”

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Franco Marinelli

Franco Marinelli

Riceviamo e pubblichiamo – La brutta politica non è finita e non finirà tanto presto.

Questi signori stanno pronunciando la parola cambiamento senza saperne il significato. Quello che preoccupa di più è che, se fino a qualche tempo fa tutti pensavano che il proprio partito, di destra, centro o sinistra che fosse, poteva essere considerato meglio degli altri, ora invece la stragrande maggioranza di noi cittadini non riesce a capire quale sia il peggiore e finiamo per pensare che sono tutti uguali.

La resa dei conti per poter sopravvivere alle spese del collega è cominciata in ogni partito, in pieno caos. Tutti si affannano a spiegare quello che bisogna fare domani, a lanciare la proposta più stupefacente, pronti a fare magari il giorno dopo esattamente l’opposto, cioè quello che hanno fatto in tutti gli anni precedenti.

Facce giulive nascondono il terrore di perdere un po’ di privilegi. E’ duro per loro da comprendere che, spontaneamente o no, devono tornare a casa, a godersi una pensione che loro stessi si sono attribuita: diecimila? Quindicimila?

Indifferenza totale per chi magari lavora anche più di quarant’anni, facendo pure lavori massacranti: catena di montaggio, turni notturni, lavori agricoli e tanti altri anche peggiori. Molti, quando smetteranno di lavorare, certe volte anche senza contributi totalmente versati, si troveranno una pensione da fame.

Anche della parola vergogna, evidentemente, come del cambiamento, non si conosce il significato.

Per non parlare poi di legge elettorale. Abbiamo tutti capito che la voglia di cambiarla non c’è, ma se magari poi, alla fine, saranno costretti a farla, ce ne possiamo aspettare solo una peggiore.

Qui la paura deve essere veramente tanta. A qualcuno ci vorranno chili di sonnifero per dormire. Se si tornasse a dare a noi la facoltà di scegliere per chi votare, neanche se andassero a chiedere la grazia a qualche santo certi dinosauri della politica sarebbero rieletti. Non ci dimentichiamo che l’ultima volta in cui siamo stati liberi di votare con il sistema delle preferenze, un nostro grosso (in tutti i sensi) parlamentare locale è stato sonoramente bocciato da noi viterbesi ed è stato “recuperato” in Sardegna. E allora l’orientamento degli elettori non era di un’ostilità così forte alla politica come invece è oggi .

Ma forse una paura ancora più forte devono avere gli scudieri, giovincelli, ma in certi casi nemmeno tanto, senza arte né parte che, se le cose andranno come è giusto che vadano, se la passeranno veramente male.

Possono dire addio ai loro privilegi, quelli che hanno mentre restano in attesa di occupare qualche importante incarico, magari quello del capo e naturalmente solo se ubbidiranno sempre ai padroni, senza mai tentare di camminare con le proprie gambe, altrimenti ti distruggono.

È accaduto poco fa ad un vassallo di un noto capintesta locale.

Ci sono poi segretari e vicesegretari provinciali con stipendi sicuramente superiori a quelli di molti insegnanti scolastici, cosa che, se almeno facessero bene la loro funzione, potremmo anche capire.

E poi chi resta disoccupato per essere stato rimosso da qualche importante funzione politica a livello regionale, va ricollocato, riciclato in qualche gradino di una gerarchia di incarichi per cui si può sempre inventare un altisonante termine in burocratese. E con stipendio naturalmente all’altezza del precedente.

Questi sono i capolavori di una certa politica. E tutti i soldi che girano erano prima nostri soldi..

Ma direi a chi sta per perdere una comoda posizione di non drammatizzare. Certo, chi non ha mai avuto il bisogno di cercare un lavoro, addirittura forse con la prospettiva di non poter aspirare a più di cinquecento, seicento euro, non saprà nemmeno come si fa.

Tranquilli. Possiamo darvi consigli, siamo abituati alla vita normale, ad ascoltare giovani meno fortunati di voi che questi problemi li vivono quotidianamente.

A non molti chilometri da Viterbo, a Tarquinia, Montalto, Pescia e giù di lì ci sono diverse aziende agricole che assumono lavoratori stagionali. Nel periodo invernale si raccolgono broccoli, rape…in quello estivo pomodori, cocomero, meloni…La paga a giornata è un po’ bassina ma in compenso si lavorano molte ore al giorno. E poi, sempre se siete fortunati, vi mettono in regola con i contributi e quando verrete licenziati, sempre se siete riusciti a lavorare i giorni giusti nel biennio, vi spetterà l’indennità di disoccupazione, almeno fino a quando ci saranno i soldi in cassa.

Se invece, come spesso accade, non sarete assunti regolarmente, sperimenterete la vita che molti nostri giovani e anche non più giovani conoscono molto bene.

Sarete sufficientemente intelligenti allora da capire perché tanti sono arrivati ad odiare questa politica.

Comunque qualcosa di positivo c’è. Chi all’abbronzatura ci tiene la potrà facilmente sfoggiare, soprattutto sulla schiena, d’estate, anche senza andare in spiaggia, in mezzo a tutta quella gente. Per chi questa fissazione ce l’ha, il problema è risolto.

Molti saranno a gridarvi “era ora”, ma fermi tutti. Magari da questa pentolone del marciume uscirà fuori una norma di nuova invenzione: la pensione di reversibilità anche per i portaborse dei potenti. E allora, giovani, sperate e pregate, pregate. Tanto in fondo a loro non costerebbe niente e a pagarla saremmo come al solito noi.

Franco Marinelli
Associazione Solidarietà cittadina


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