Riceviamo e pubblichiamo – Gentile sindaco sono uno dei cittadini viterbesi. Invisibile come tanti e senza alcun potere decisionale. Non voglio criticare (anche perché, in questo periodo, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa).
Scherzi a parte. Vorrei piuttosto proporre idee concrete, piuttosto che fare l’indignato a fondo perduto. Sport molto popolare, ma adatto ad alimentare inconcludenza, aria fritta (e maldifegato).
I rifiuti: come ben sa… ce ne sono troppi. La raccolta differenziata è utile, ma insufficiente visto lo straripare dei cassonetti e la scarsa partecipazione dei cittadini alla raccolta differenziata (nonostante dichiarazioni che la fanno: roba da percentuali bulgare, non veritiere purtroppo).
Ci vuole una svolta epocale: cambiare la mentalità dei concittadini. Innanzitutto prima di buttare qualsiasi cosa dovremmo produrne il meno possibile.
Carta: è possibile da anni ricevere bollette online (lo faccio dal 2003), attivare la domiciliazione, ciò eviterebbe tonnellate di carta sprecata (e buttata nei cassonetti). Scriviamolo sui cassonetti della carta. Tutti i cittadini che usano internet, invece di bighellonare su Facebook, possono attivare gratuitamente questi servizi (manca solo la bolletta di Talete, Tarsu e Imu). Anche i volantini dei supermarket si possono ricevere dai relativi siti. Inoltre (chi può) attivi anche la Pec per contatti con la pubblica amministrazione.
Sensibilizzare gli studenti ad usare i quaderni fino in fondo e fare fotocopie negli uffici fronte retro.
Effetto: risparmio spese postali cittadini, Comune consistente riduzione rifiuti cartacei, spese benzina circolazione mezzi di raccolta.
Vetro: Scriviamo sui cassonetti del vetro di non buttarci lampadine, specchi e tutto ciò che può danneggiare la raccolta. Negli anni 70 c’era il vuoto a rendere pagato dai supermarket. Non si trovava 1 bottiglia per strada. Magari si potrebbe riesumare con distributori automatici, (che ne so) dando una detrazione sulla Tarsu? O magari qualche supermarket è interessato per attirare clienti. Idem lattine di alluminio.
Effetto: comune interessante riduzione rifiuti vetrosi. Risparmio Tarsu cittadini virtuosi e/o clienti, maggiore concorrenza supermarket.
Pile: avviso ai cittadini, compratevi un facile tester del costo di 5/10 euro e prima di gettare pile altamente inquinanti potete verificare la carica. In molti casi state buttando pile ancora funzionanti (e utilizzabili).
Effetto: Risparmio bilancio famigliare, minor costi smaltimento Comune, falde acquifere migliori. Acqua, che beviamo, con meno metalli pesanti.
Plastica: ottimi i distributori d’acqua filtrata. Peccato che si guastano spesso. Si potrebbe avere l’acqua a casa già filtrata in modo da recare meno disagi ai cittadini? Promuovere l’uso di porta spesa di tessuto resistente evitando buste di plastica e biodegradabili che si rompono.
Cibo sprecato: promuovete una campagna per ridurre gli sprechi dei cittadini e dei supermarket. Ogni giorno vengono distrutte tonnellate di cibo commestibile che incrementa il volume dei rifiuti e potrebbe esser destinato alla Caritas. Fate qualcosa.
Cassonetti per rifiuti elettronici: quando li vedremo? Se ne vedono molti di monitor e tv spaccati per le strade.
Luci: lampioni accesi in pieno giorno e uffici pubblici accesi di notte, basterebbe un programmatore orario e/o crepuscolare. Poi se si mettessero le lampadine a led sarebbe un investimento con risparmi energetici immensi sul bilancio del Comune. A casa mia ho sostituito lampadine energivore con led dai 3 a 15 watt. Le mie bollette sono bassissime.
Lo possono fare tutti i cittadini che si lamentano di “non arrivare alla fine del mese”.
Effetto: Meno spese energia, più durata lampadine, migliore visibilità. Meno lampadine in discarica i led durano molto.
Elettrodomestici e Raee: il Comune o un’associazione ecologista potrebbero mettere a disposizioni dei locali per raccogliere gli oggetti abbandonati in città ancora funzionanti e utilizzabili (tv, monitor, stampanti, ventilatori, borse, libri, computer ecc.) e/o invitare i cittadini a consegnare tutto ciò che dismettono per obsolescenza.
Obiettivo: recuperare invece di alimentare la discarica. Redistribuire a famiglie indigenti (che li richiedono). Spending review: donare a scuole o enti pubblici, carenti di mezzi, che potrebbero destinare le scarse risorse disponibili in progetti più utili. Libri donati alla biblioteca invece di comprarne.
Organizzazione: con un computer, un database e un sito internet si consulta e si vede cosa è disponibile. Chi è interessato fa richiesta.
Tutto ciò mi risulta venga fatto in Spagna, Austria ecc.
Effetto: meno rifiuti in circolazione, welfare a basso costo.
Defiscalizzare e/o incentivare apertura di negozi dell’usato: magari riducendo l’aliquota Imu. Del resto se rimettono in circolazione usato riducono indirettamente i rifiuti in discarica. Vanno favoriti.
Rifiuti ingombranti: migliorare il servizio di ritiro, anche con prenotazioni via internet in modo da ritirare a pieno carico per risparmiare carburante. Organizzare mostre del riciclo creativo: idea cultural-educativa per sensibilizzare la gente a recuperare i materiali. Con la partecipazione di artisti locali. Magari con premi (anche simbolici) ai partecipanti.
Inoltre ho scritto un modesto ebook amatoriale gratuito (non vendo nulla: senza pubblicità, diritti d’autore, nè scopo di lucro) che ognuno può, se vuole, scaricare da google “manuale ricicla” è un file pdf da 795Kb circa. Il libro parla di riciclaggio creativo dei rifiuti. Va oltre la raccolta differenziata perché educa a riparare, recuperare, riusare prima ancora di buttare. I rifiuti, per quanto possibile, vanno evitati piuttosto che prodotti.
Incentivare: associazioni utili al territorio piuttosto quelle che si occupano “della salvaguardia della castagna fritta”.
Sito del comune: destinare uno spazio ai cittadini per proporre idee, segnalazioni, suggerimenti. I cittadini attivi (non passivi pagatori di tasse e utenti di disservizi) ce ne sono tanti che avranno anche idee migliori delle mie.
Scrivere sulla bolletta Tarsu invitiamo i cittadini ad inquinare il meno possibile al fine di evitare ulteriori aumenti per costi di smaltimento.
Educare, promuovere la raccolta differenziata, ma anche il riciclo. Cosa che gli anziani sanno fare benissimo.
Perciò tutto dipende dal Comune che dovrebbe dedicare più risorse alla pulizia e meno ad altri progetti meno prioritari quali l’eccessiva cura del verde e decorativi. Andiamo oltre le apparenze dato che costano care e stonano con la sobrietà del momento difficile.
Dipende anche dalla buona volontà dei cittadini che devono smettere di buttare, comprare e ributtare, inquinare per consumismo compulsivo. Usiamo le cose fino in fondo. Smettiamo di accumulare prodotti che vanno a finire dal negozio alla discarica usandoli poco o niente. Regalare, vendere, riparare, barattare o riusare piuttosto che buttare.
E tenere in mente su tutto, in primis, una cosa: l’interesse del Paese. Io ci credo.
Gaetano Acquaviva
