– Rinunciare all’indennità? Una scelta non indenne da figuracce.
Come quella che hanno fatto gli assessori del comune. Annunciano di non volere più lo stipendio, poi chissà come mai, tutti si dimenticano di comunicarlo agli uffici. Morale della favola, la mensilità di settembre sarà stata normalmente erogata e non c’è traccia di rinunce formali.
Sotto la guida del sindaco Giulio Marini e al grido di “Lavoriamo tutti gratis così facciamo bella figura con i viterbesi”, gli assessori della vecchia giunta hanno accettato lo scorso agosto l’invito a tagliarsi il compenso che spetta loro per l’attività a palazzo dei Priori.
Un bel gesto, giusto un po’ demagogico. I costi della politica vanno tagliati, non azzerati. Fare l’assessore (seriamente) è giusto che sia retribuito. Altrimenti, la giunta si ritrova al verde, lavorando al nero. Peggio ancora annunciarlo e poi non farlo. Ma è noto: le parole non costano.
A scoprire questa discrepanza tra il dire e il fare è stato il vice capogruppo Pd Alvaro Ricci. “Sono andato al settore finanziario per avere informazioni in vista della discussione sul bilancio – dice Ricci – e ho scoperto che gli emolumenti sono stati erogati. La rinuncia all’indennità non è stata altro che pura propaganda”. Da quattro soldi, visto l’argomento.
L’unico a essersi salvato dalla figuraccia è Massimo Fattorini (Lega Federalista). Il suo partito, ritenendo che sia corretto essere retribuiti il giusto, non ha aderito alla richiesta di Marini. Un esempio a quanto pare seguito poi da altri.
Palazzo dei Priori paga le indennità, ma non è in grado di riscuotere gli affitti relativi a immobili di proprietà locati per uso abitativo o commerciale.
Nel 2011 mancano alle casse comunali qualcosa come 560mila euro di fitti non riscossi. “Dei 716mila euro al 31 dicembre 2011 – spiega Ricci – il comune è stato in grado d’incassare solo 155mila 612 euro”.
Ricci si chiede come mai l’amministrazione non si sia data da fare, con decreti o ingiunzione sfratti. Forse hanno il cuore troppo tenero.
Comunque, nessun problema. Per i canoni d’affitto una soluzione c’è e pure qualcuno che alla fine paga. “Sono i viterbesi – conclude Ricci – che si vedono alzare il costo per i servizi, dei ticket e dell’Imu”. E fossero solo gli affitti non riscossi il vero problema. “In bilancio – continua Ricci – oltre a questi soldi c’è un milione di euro che difficilmente arriveranno nelle casse comunali.
Riguardano somme in uscita, vincolate all’incasso effettivo di partite in entrata. Sulla loro esigibilità nutro più di un dubbio”. Il consigliere Pd non è in grado di dire quanti siano i dubbi che nutre. Forse un milione?
Giuseppe Ferlicca
