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(s.m.) – “Santori si è dimesso. Quindi, non può né ripetere il reato, né inquinare le prove”.
L’avvocato Enrico Mezzetti smonta pezzo per pezzo le esigenze cautelari di cui parlano i magistrati. Per lui, il suo assistito Adriano Santori, primo cittadino di Graffignano fino a pochi giorni fa, non deve restare in carcere. Non ce n’è motivo.
“Subito dopo l’arresto, Santori ha lasciato l’incarico – spiega il difensore -. Gli manca la concreta possibilità di inquinare le prove e ripetere il reato. Tra l’altro, sapeva dal maggio scorso dell’esistenza di questo procedimento. Se avesse potuto inquinare le prove, lo avrebbe già fatto”.
Il sindaco dimissionario di Graffignano non ha risposto alle domande del gip, stamattina, all’interrogatorio di garanzia in carcere.
Il suo avvocato ha prodotto documenti che proverebbero l’insussistenza delle esigenze di custodia cautelare. Le dimissioni protocollate dal Comune. Il certificato dei carichi pendenti datato 30 maggio 2012, che testimonia che l’ex sindaco sapeva già dell’indagine a suo carico. E, infine, una dichiarazione della moglie sullo spostamento di una somma di denaro su un conto, per spese familiari.
Il difensore ha chiesto la revoca della custodia cautelare in carcere. Come l’ex sindaco, anche gli altri arrestati hanno scelto la linea del silenzio. Compreso Roberto Lanzi, il funzionario del Genio civile indicato dai pm come “personaggio chiave” nell’affidamento pilotato degli appalti. Il suo avvocato Carmelo Ratano sta già preparando l’istanza di Riesame.
Le difese fanno fronte comune: i fatti sono vecchi (alcuni risalenti al 2008), le esigenze cautelari non ci sono ed era impensabile rispondere al gip, con una così vasta mole di carte da leggere.
Solo l’imprenditore viterbese Angelo Anselmi ha accettato il confronto col giudice. “Sta male – dice il suo avvocato Roberto Massatani -. L’arresto lo ha stravolto e ha gravi problemi di salute. Per adesso viene tenuto nell’infermeria del carcere Mammagialla, ma abbiamo chiesto i domiciliari”.
Il gip ha preso tempo, in attesa del parere dei pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci. La decisione, probabilmente, arriverà all’inizio della prossima settimana.






