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Sbarrato un ingresso alla scuola

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La sede distaccata dell'Egidi

La sede distaccata dell'Egidi

I vasi nel portico

I vasi nel portico

La colla sul pavimento

La colla sul pavimento

Il dirigente scolastico Loretta Bucciotti

Il dirigente scolastico Loretta Bucciotti

L'interno della sede distaccata dell'Egidi

L'interno della sede distaccata dell'Egidi

L'ingresso della scuola

L'ingresso della scuola

– “Fognature assenti. Pavimenti non a norma. Mancanza di protezioni di sicurezza”.

Monta la polemica per l’apertura di cinque classi della scuola media Egidi nella nuova sede distaccata in via dell’Arma dei carabinieri. Oggi, 17 ottobre, per l’inizio dell’attività didattica non tutto è filato liscio.

I ragazzi, per scelta del dirigente scolastico dell’istituto Loretta Bucciotti, sono entrati un quarto d’ora dopo rispetto al regolare inizio delle lezioni.

Una soluzione adottata per evitare di alimentare i problemi coi condomini del palazzo che protestano contro l’apertura della scuola.

Gli studenti però hanno avuto una sorpresa. Appena sotto il portico condominiale che porta alla scuola hanno trovato dei vasi incollati a terra a sbarrare l’ingresso. Sul posto sono arrivati i carabinieri e la polizia che in breve hanno ristabilito l’ordine permettendo agli alunni di entrare.

“La ditta Governatori proprietaria dei locali – afferma il comitato via dell’Arma di carabinieri – non ci ha minimamente interpellato, li ha affittati al comune partecipando a un bando pubblico e dichiarandosi a norma. In realtà  secondo noi non è così. L’impianto antincendio, infatti, è stato realizzato solo sabato scorso. Evidentemente non c’era un progetto”.

Per il comitato, però, i problemi non finiscono qui. “I locali non hanno le fognature – continuano -. C’è solo una fossa settica per i due palazzi gemelli e cioè per dodici famiglie. In queste condizioni non crediamo che la Asl possa aver dato l’autorizzazione a un edificio in cui scaricano quotidianamente oltre cento persone”.

I condomini protestano anche per non essere stati minimamente coinvolti nelle decisioni. “Cassia 88 non ci ha informato del fatto che affittava i locali al comune per farci una scuola. All’inizio si parlava di un asilo nido che potevamo anche tollerare.

Questa però è una zona residenziale e per farci una scuola sarà necessaria una variazione del piano urbanistico. Sotto casa abbiamo un edificio pubblico che deve usufruire della nostra proprietà per far passare i ragazzi. I pavimenti poi non sono a norma e mancano protezioni di sicurezza”.

Non ci sono margini per arrivare a un compromesso. “Non vogliamo assolutamente perché questa situazione comporta uno svantaggio nella qualità della vita e nel valore dell’immobile. Nessuno comprerebbe una casa sopra una scuola pubblica. Fare una scuola media è una cosa ridicola”.

Il problema, per il comitato, si sarebbe potuto evitare in un modo. “Bastava solo fare un’iscrizione più oculata degli alunni – concludono -. Ci sono bambini che vengono da Bagnaia, Paparano, dal Pilastro e dal centro storico di Viterbo perché i genitori preferiscono questo istituto rispetto ad altri. Secondo noi qui dovrebbero andarci i ragazzi dell’Ellera e di Santa Barbara, poi eventualmente gli altri. Se la preside avesse gestito meglio le iscrizioni non ci sarebbero stati problemi di spazio”.

Una la richiesta del comitato. “Chiediamo che la scuola non apra perché comprometterebbe la qualità della vita. I ragazzi dovrebbero usufruire delle parti condominiali per accedere alla scuola e crediamo che prima di fare una cosa del genere il palazzo dovesse essere interpellato. Noi non ce l’abbiamo con i bambini, né con le mamme o i disabili. Difendiamo solo i nostri interessi”.

Il comitato infine fa sapere che continuerà la sua battaglia. “Abbiamo nominato un perito e un legale. Questa settimana abbiamo fatto l’accesso agli atti al Comune. Dopodiché giocheremo le nostre carte e sicuramente non molleremo”.

Sorpresa la dirigente scolastica Loretta Bucciotti per quanto accaduto. “Ho fatto entrare i ragazzi un quarto d’ora più tardi proprio per evitare problemi dopo le proteste di un gruppo di condomini – afferma la Bucciotti -. In realtà non è stato così, perché una volta arrivata per organizzare l’attività didattica ho trovato l’ingresso della scuola sbarrato da vasi e i ragazzi sono dovuti passare dalle scale“.

I problemi di spazio hanno portato all’apertura della sede distaccata in via dell’Arma dei carabinieri. “Come dirigente avevo chiesto locali idonei per trasferire almeno quattro classi dall’edificio principale in piazza Gustavo VI Adolfo. Locali che naturalmente fossero vicini alla sede centrale”.

I genitori dei ragazzi hanno visitato i locali. “I condomini mi hanno detto che i locali non sono a regola e che ci sono problemi per la sicurezza e le fogne. Non mi sembra sia così, anche perché i genitori degli studenti sono entrati nell’edificio e sono rimasti impressionati dagli spazi, dalla pulizia e dai locali”.

Uno l’augurio della preside. “Vorrei solo che il servizio sia assicurato senza problemi – conclude la Bucciotti – e che sia permesso tranquillamente l’accesso ai ragazzi dal portico condominiale e non dalla scala. Ho parlato anche con i genitori degli alunni chiedendo loro di non entrare nella via con la macchina perché questa è una strada privata. Spero tutto possa risolversi”.


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