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Se non si apre la cassaforte vi ammazziamo tutti!

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Il negozio Risparmiocasa in cui è avvenuta la rapina

Il negozio Risparmiocasa in cui è avvenuta la rapina

Il negozio Risparmiocasa in cui è avvenuta la rapina

Il negozio "Risparmio casa" in cui è avvenuta la rapina

Il negozio "Risparmio casa" in cui è avvenuta la rapina

Il negozio "Risparmio casa" in cui è avvenuta la rapina
Il negozio "Risparmio casa" in cui è avvenuta la rapina
Il negozio "Risparmio casa" in cui è avvenuta la rapina

– “Se non si apre la cassaforte vi ammazziamo tutti!”. I tre del commando, che ha fatto irruzione a Risparmiocasa sabato sera per una rapina, non hanno lesinato parole per terrorizzare gli avventori che si trovavano nel locale (fotocronaca).

Continuano a emergere particolari sulla terribile rapina che ha visto i tre impugnare una mitraglietta e un fucile a pompa.

Inizialmente, al momento dell’irruzione del comando, nel negozio di via Garbini sembra fossero presenti una ventina di persone. Una parte delle quali è però, vista la situazione, è riuscita a dileguarsi dalle uscite di sicurezza.

In ostaggio sarebbero state prese 4 persone. Una anziana coppia e una giovane madre con un bambino di 13 anni.

I quattro sono stati fatti entrare in locali adibiti ad ufficio. La madre e il figlio sono stati fatti sdraiare a terra e si sono abbracciati quasi a proteggersi. Uno dei rapinatori ha puntato la mitraglietta sulla madre e poi sul volto ragazzo.

“Ci hanno puntato contro la mitraglietta –  ha raccontato la giovane madre, subito dopo la rapina -. E ci hanno costretti ad entrare in uno sgabuzzino, una specie di ufficio. Hanno minacciato le altre persone costringendole a buttarsi a terra. Qualcuno è riuscito a fuggire dalle uscite di sicurezza. Con me a fare la fila alla cassa c’era mio figlio. La paura era che uccidessero mio figlio. Mi sembrato di vivere un sogno. Un incubo. Speravo che tutto non fosse vero”.

Secondo  le prima testimonianze i tre erano tutti sui venti anni e betemmiavano e inveivano in romanesco.

“Erano ragazzi giovani, sui venti anni – dice uno dei testimoni -. Uno aveva la barba incolta. Uno era di statura alta, gli altri due erano più bassi. Dei due più bassi uno era grassottello. Il momento più drammatico è stato quando hanno aperto la cassaforte. “Se non si apre vi ammazziamo tutti!” ci anno gridato. I tre apparivano sotto l’effetto di qualche droga. E ci hanno dato l’impressione di non essere esperti. Ci hanno lasciato i telefonini, per fare un esempio. Uno indossava una felpa blu con la scritta “Lonsdale London”. La mitraglietta sembrava una Skorpion”.

Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri che sono alla ricerca della Lancia Y10 nera di cui si conoscerebbe anche la targa. Un’auto che non risulterebbe rubata.

Uno dei testimoni aveva accompagnato la moglie nel negozio ma era rimasto fuori con il cane. E avrebbe visto i tre entrare armi in pugno. Avrebbe anche tentato di telefonare ai carabinieri, una volta capito cosa stava accadendo, ma poi avrebbe desistito sotto la minaccia delle armi dei tre malviventi. “Smetti o ti ammazziamo” gli avrebbero intimato.

Nel locale di Risparmiocasa ci sono delle telecamere e dei monitor. E quindi potrebbero esserci dei video che potrebbero facilitare le indagini. Anche se va detto che tutti e tre i rapinatori erano a volto coperto. Due con un fazzoletto e uno con un passamontagna.

Mentre due erano armati con la mitraglietta e il fucile a pompa, il terzo, secondo le testimonianze, avrebbe sempre tenuto le mani in tasca. E non sembra fosse armato.

I tre rischiano di essere accusati di rapina e sequestro di persona. Accuse pesantissime.


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