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“Smentisco quanto affermato da Romoli”

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Antonio de Poli

– “Smentisco categoricamente quanto affermato dal segretario Romoli e da Bigiotti”.

Antonio De Poli, responsabile organizzativo nazionale dell’Udc, non mette tempo in mezzo e non appena letto la nota della segreteria provinciale telefona alla redazione di Tusciaweb per mettere i puntini sulle “i”.

La questione riguarda una conversazione telefonica tra lo stesso De Poli e il segretario provinciale dell’Udc, Alessandro Romoli, a cui si fa riferimento nella nota ufficiale del partito diffusa ieri subito dopo la riunione del comitato provinciale, o di quello che c’è rimasto dopo la fuoriuscita degli uomini di Brachetti e Santucci.

“”Il partito non è commissariato” esordisce Bigiotti. “Né lo sarà” conclude Romoli. Questo il risultato – è scritto nella nota della segreteria dell’Udc – della telefonata odierna del segretario col responsabile organizzativo nazionale De Poli e relazionata nel corso dei lavori”. Come dire che De Poli aveva detto le stesse cose al telefono.

Ma Antonio De Poli non ci sta a farsi mettere in bocca frasi non sue.

“Smentisco categoricamente quanto affermato dalla segreteria e dal segretario Romoli – inizia il responsabile organizzativo nazionale dell’Udc -. Se il partito deve essere commissariato o meno dipende dagli organi nazionali, non da altri. Questo in base a quanto prevede lo statuto del partito. Non si tratta di valutazioni mie personali”.

Poi De Poli spiega il meccanismo che è previsto dallo statuto e conferma che sono state depositate un numero sufficiente di firme di membri della direzione provinciale dell’Udc per richiedere il commissariamento del partito viterbese.

In realtà i documenti depositati, secondo le indiscrezioni dei giorni scorsi, sarebbero due col contenuto pressoché identico ma con le firme in uno degli uomini di Santucci e nell’altro di Brachetti. I documenti sono stati depositati e protocollati alla segreteria di Cesa il 4 ottobre.

“Ci sono una serie di firme con cui si chiede il commissariamento del partito – afferma De Poli -. Firme in quantità tale che fanno mancare il numero legale al comitato provinciale. A questo punto lo statuto prevede un iter per così dire meccanico. Un funzionario del partito fa un primo controllo poi tocca alla commissione di garanzia statutaria nazionale. Se è tutto ok decadono gli organi di partito e si passa al commissariamento. Una situazione prevista perfino dal codice civile. Se non c’è il numero legale decadono gli organi. Non è previsto alcun passaggio attraverso la direzione provinciale. Questo dice lo statuto e noi ci atteniamo a questo”.

Un iter che già da lunedì potrebbe dare i primi risultati. La commissione vaglia le firme e se tutto ok parte il commissariamento.

Emiliano


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