Riceviamo e pubblichiamo – All’indomani della conferenza stampa con cui Silvio Berlusconi ha annunciato di non volersi ricandidare a premier, ma di non avere intenzione di lasciare la politica, esprimo un sincero compiacimento per la sua decisione di restare in campo e il mio totale sostegno per colui che, per primo, ha avuto il merito di lanciare concretamente il progetto di una grande rivoluzione liberale, trasformando la politica e il rapporto con gli elettori con nuove idee e un grande entusiasmo che hanno animato per molti anni Forza Italia, il partito scaturito da una brillante intuizione del nostro presidente, e nell’ambito del quale anche io ho mosso i primi passi del mio cammino politico.
Nella speranza di recuperare quel sogno regalato agli italiani tanto tempo fa e di rivivere quello spirito autentico e sano desideroso di compiere un vero cambiamento e una profonda modernizzazione del paese, confermo anche oggi, come allora, il mio pieno sostegno al presidente Berlusconi, il mio impegno a seguirlo ancora in quel processo di trasformazione del nostro paese che si compirà quando riusciremo a portare a termine quelle riforme strutturali da tempo individuate in quel manifesto politico presentato proprio da Forza Italia agli italiani.
A loro, affinché ciò avvenga, mi appello, invitandoli a reagire, a ritrovare fiducia e a ridare supporto al presidente Berlusconi, in questo momento particolarmente complesso e drammatico dal punto di vista economico, e quindi anche sociale, del paese, in occasione del quale Berlusconi ha dimostrato ancora una volta l’amore per l’Italia e gli italiani.
Consapevole dello svantaggio politico che avrebbe subìto il Popolo delle Libertà, ha fatto ugualmente un passo indietro, nonostante detenesse ancora la sua maggioranza parlamentare, e ha permesso al governo dei tecnici di insediarsi al posto di quello degli eletti, con il rischio di andare incontro a una disfatta elettorale alla prossima consultazione. Oggi, in questa storia di dedizione scritta da Berlusconi per il suo paese, si inserisce una condanna che lascia sgomenti e attoniti. Una sentenza che ci appare inspiegabile, dietro alla quale torna ad agitarsi, a mio avviso, l’inquietante spettro di una condanna politica tesa a decretare la definitiva uscita di scena del nostro presidente.
Davanti a tutto ciò, il mio augurio è quello che gli italiani che hanno creduto in quel sogno liberale possano reagire, restituendogli la forza necessaria perché esso diventi finalmente realtà, sotto la guida del Presidente Berlusconi che, come italiano, per primo ci ha creduto.
Giulio Marini
