(s.m.) – Traffico illecito di rifiuti, Ferdinando Fumagalli torna in aula.
L’ex sindaco di Montefiascone, di nuovo a rischio rinvio a giudizio per la vicenda “Longa Manus”, comparirà stamattina davanti al gup.
Che la Corte di Cassazione avesse annullato il suo proscioglimento era cosa nota. Quello che non si sapeva, è che l’udienza per Fumagalli è stata fissata per oggi. In coincidenza con l’udienza preliminare per i 13 soggetti, tra persone e società, accusati, a vario titolo, di smaltimento illegale di rifiuti, corruzione aggravata e falso ideologico.
Le strade dell’ex sindaco e degli altri imputati si erano separate nel 2010. Fumagalli fu prosciolto, gli altri rinviati a giudizio (a eccezione del vicesindaco Sandro Leonardi). Il processo, però, non è mai iniziato. Alla prima udienza ci si accorse di un errore procedurale che fece fare marcia indietro al dibattimento.
I tredici sono quindi tornati davanti al gup e, ora, li raggiunge l’ex sindaco, il cui proscioglimento è stato annullato dalla Cassazione su richiesta della procura viterbese, che reclama anche il braccio destro di Fumagalli, Leonardi.
Anche l’ex vicesindaco di Montefiascone ne era uscito pulito, processato con rito abbreviato e assolto. Ma i pm Stefano D’Arma e Franco Pacifici si sono opposti e aspettano di discutere il loro ricorso in appello, all’udienza – non ancora fissata – che deciderà il destino di Leonardi.
Dopo la chiusura per prescrizione del processo Giro d’Italia, Longa Manus è la più nota vicenda giudiziaria viterbese per reati ambientali.
L’inchiesta, aperta nel 2007, portò a galla un traffico di 23mila tonnellate di rifiuti speciali smaltite illegalmente. Dieci milioni di euro il valore del business illegale, reso possibile anche da falsi certificati rilasciati dai laboratori analisi. Una struttura talmente pervasiva da meritare, appunto, il nome di “longa manus”.
Nel mirino della procura finì anche l’appalto per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Montefiascone, affidato, secondo i pm, a trattativa privata a una società mista pubblico-privato, in cambio dell’assunzione di 12 persone. Per questo Fumagalli finì ai domiciliari per corruzione aggravata, insieme all’allora assessore all’Ambiente Valdo Napoli e al segretario generale Luciano Carelli.
Nell’inchiesta furono trascinati anche: Bruno Mancini, titolare della discarica di Tuscania; Angelo Bologna, amministratore del gruppo Econet-Sieco; Antonio Sini, amministratore della Consit Scarl; Luigi Giuseppe Ferri, amministratore e responsabile tecnico della Sap; Massimo Jandolo, direttore tecnico del gruppo Econet-Sieco; Fabio Boni, addetto commerciale del gruppo Econet-Sieco; Giuseppe Bologna, amministratore della Econet-Sieco. Più tardi, furono raggiunti da avviso di garanzia anche Leonardi e il responsabile logistica della Sieco Fabrizio Turchetti.
L’udienza di oggi potrebbe essere decisiva. Dopo requisitoria dell’accusa e arringhe dei legali, il gup potrebbe già pronunciarsi sulle eventuali richieste di rinvio a giudizio. A meno che non si decida di frammentare la discussione tra l’udienza di oggi e quelle successive.


