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Riceviamo e pubblichiamo – Sulla sicurezza non si scherza, noi siamo sia pompieri che cittadini e sappiamo cosa significa avere poco personale in un territorio vasto come la nostra provincia. In più pretendono di mandarci in pensione a 65 anni: questo significa non poter garantire un intervento idoneo.
Il nostro lavoro richiede allenamento forza fisica e, non assumendo più, diventeremo un gruppo di nonni non più idonei a svolgere un certo tipo di soccorso.
In più a Viterbo è a rischio il nucleo sommozzatori che ad oggi ha già subito cambio di orari per non essere smantellato. Questo succede solo al nucleo di Viterbo e Sassari. In caso di intervento ora dovranno venire da Roma.
Basta con i tagli alla sicurezza. Ci si accorge dell’importanza dei vigili del fuoco sono quando servono. A Viterbo, a causa dei tagli, esiste solo una squadra e quando nessuno può venire in soccorso allora si capisce l’utilità del servizio.
Per il prossimo anno se anche i cittadini non faranno sentire la propria voce diventerà a rischio anche il distaccamento, per ora solo diurno, di Tarquinia. Significherà che per un incidente sull’Aurelia impiegheremo oltre 40 minuti per intervenire.
Per questi, e per molti altri motivi, ero tra le centinaia di persone che hanno manifestato a Roma davanti a palazzo Chigi per protestare contro la manovra che penalizza tutte le forze dell’ordine e in particolare i vigili del fuoco, e sono stato ricevuto insieme a una ristretta commissione di sindacalisti dal presidente Monti.
Gianluca Cannone
Sindacalista Conapo – Vigili del fuoco


