– Siglato l’accordo quadro tra gruppo Ubi Banca e organizzazioni sindacali.
La trattativa sindacale, che hanno riguardato nei giorni scorsi il gruppo Ubi Banca, che in provincia di Viterbo è presente con una trentina di filiali e circa duecento lavoratori bancari, tese a semplificare l’organizzazione e a ridurre in modo strutturale i costi operativi nel loro complesso, nel pomeriggio di ieri giovedì 29 novembre si è conclusa con un accordo siglato da Dircredito, Fabi, Fiba/Cisl, Sinfub, Ugl Credito e Uil.Ca.
L’accordo contiene una serie di previsioni che contemplano, oltre ad una riduzione d’organico (650 unità nei primi mesi del 2013) mediante accesso, prioritariamente su base volontaria, al trattamento pensionistico o al Fondo nazionale di sostegno al reddito, anche un contenimento degli oneri derivanti dalla riduzione delle prestazioni lavorative straordinarie, dai criteri di fruizione dei congedi, nonché dal ricorso a forme di flessibilità e di riduzione/sospensione dell’orario di lavoro in parte finanziate dalle prestazioni del Fondo nazionale di sostegno al reddito.
Con l’intesa, al fine di supportare il ricambio generazionale, è stato inoltre condiviso un piano di stabilizzazione contrattuale e d’assunzione di personale a favore di 240 giovani in tre anni a partire dal 2013, cogliendo anche le opportunità date dal Fondo nazionale per l’occupazione recentemente istituito in sede di rinnovo del contratto nazionale di lavoro.
Il complesso degli interventi, pur avendo caratteristiche per gran parte strutturali, presenta un limitato impatto sociale e consente una riduzione del costo del lavoro a regime di circa 100 milioni d’euro lordi annui principalmente conseguiti già dal 2013.
Rimangono peraltro confermate e in corso di progressiva attuazione le ulteriori azioni in tema di organizzazione territoriale e di semplificazione della governance tese a portare ulteriori risparmi di costo e sinergie.
“E’ stata una lunga maratona sindacale – afferma Silvio Cappelli del coordinamento sindacale Sinfub e unico rappresentante del Lazio presente a Bergamo al tavolo delle trattative – che ci ha impegnato dal 28 agosto scorso fino alla giornata di ieri quando, dopo circa 50 ore di trattative no-stop, è stato raggiunto il sospirato accordo.
Diverse e importanti le previsioni dell’intesa: pensionamento incentivato per coloro che maturano il diritto alla prestazione pensionistica nel 2013 e che opteranno volontariamente per la risoluzione consensuale, prepensionamento volontario con trattamento netto economico pari a circa l’85% dell’ultima retribuzione netta per coloro che matureranno il diritto alla prestazione pensionistica dal 2014 e fino al 1 gennaio 2018, stabilizzazione dei lavoratori precari e nuove assunzioni, garanzie per evitare “disdette dei contratti integrativi e altri accordi collettivi, clausole di salvaguardia per coloro che accedono al Fondo di solidarietà nel caso di modifiche alla normativa in materia previdenziale.
Durante tutta la trattativa – prosegue Cappelli – abbiamo mantenuto fede al mandato, che i lavoratori ci avevano dato nelle numerose assemblee organizzate nelle scorse settimane, arrivando ad un impianto contrattuale sostenibile ed equilibrato che prevede, tra le altre cose, la volontarietà incentivata per i colleghi interessati ai prepensionamenti e alle riduzioni e sospensioni dell’orario di lavoro”.
