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Appalti truccati, il giorno della verità

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La perquisizione della forestale negli uffici del Genio civile

La perquisizione della forestale negli uffici del Genio civile

La forestale setaccia gli uffici

Blitz Genio e sregolatezza, la forestale setaccia gli uffici

Le perquisizioni della forestale

Blitz Genio e sregolatezza, le perquisizioni della forestale

E’ fissata per oggi l’udienza al tribunale del Riesame per gli arrestati del blitz Genio e sregolatezza.

Dopo la liberazione della funzionaria del Genio civile Gabriela Annesi e di tre imprenditori finiti in arresto per il giro di appalti truccati, stamattina si deciderà il destino degli altri.

Gli arrestati, com’è noto, sono dodici. Quattro sono stati rimessi in libertà proprio dal tribunale del Riesame, che il 6 novembre ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare del gip di Viterbo Franca Marinelli per carenza di motivazioni.

Il collegio dei giudici che deciderà stamattina è lo stesso che ha azzerato l’ordinanza la scorsa settimana.

Il tribunale potrebbe ascoltare, uno a uno, gli interventi di pm e avvocati e riservarsi di decidere nei prossimi giorni. Ma visto il trattamento riservato ad Annesi & Co., la scarcerazione immediata per gli altri otto è molto probabile.

Un’altra udienza è già stata fissata per venerdì, per il funzionario del Genio civile Roberto Lanzi e per l’assessore comunale di Graffignano Luciano Cardoni. Il loro avvocato Carmelo Ratano ha deciso che sarà presente all’udienza di oggi.

I pm viterbesi Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci, entrambi intenzionati a partecipare alla seduta, cercheranno di convincere i giudici della solidità del quadro accusatorio e dei gravi indizi a carico degli arrestati.

L’indagine, che prende il nome di Genio e sregolatezza dai due impiegati dell’ufficio regionale, ha fatto emergere un giro di presunti appalti truccati in 16 paesi della provincia. Il blitz della forestale è scattato all’alba del 23 ottobre.

Corruzione, turbativa d’asta e rivelazione di segreti d’ufficio i reati ipotizzati, per un totale di 63 indagati, molti dei quali sospettati del reato più lieve.

In manette e ai domiciliari sono finiti i funzionari del Genio, gli amministratori e gli imprenditori che, accordo dopo accordo, secondo gli inquirenti, si sarebbero spartiti 26 appalti per la raccolta differenziata, la manutenzione delle strade e il restyling di edifici e centri storici.


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