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Appalti truccati, Lanzi non risponderà

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La perquisizione della forestale negli uffici del Genio civile

Blitz Genio e sregolatezza, la perquisizione della forestale negli uffici del Genio civile

L'assessore Luciano Cardoni

L'assessore Luciano Cardoni

L'avvocato Carmelo Ratano

L'avvocato Carmelo Ratano, difensore di Cardoni e Lanzi

L'avvocato Roberto Massatani

L'avvocato Roberto Massatani, difensore di Tomassetti, Anselmi e Bilancini

L'avvocato Samuele De Santis

L'avvocato Samuele De Santis, difensore di Gabriela Annesi

L'avvocato Bruno Mecali

L'avvocato Bruno Mecali, uno dei difensori dei Chiavarino

Interrogatori di garanzia, parte due.

Riprenderanno stamattina i colloqui degli arrestati di Genio e sregolatezza bis con il giudice Franca Marinelli.

Dopo l’intensa giornata di sabato, con gli interrogatori andati avanti fino a sera in carcere e in tribunale, il gip di Viterbo ascolterà altre sei persone coinvolte nell’appaltopoli viterbese.

Si tratta della funzionaria del Genio civile Gabriela Annesi e degli imprenditori Roberto Tomassetti, Gianfranco Chiavarino e Luca Amedeo Girotti. Convocato anche l’altro addetto all’ufficio gare del Genio Roberto Lanzi e l’assessore di Graffignano Luciano Cardoni, uno oggi e uno domani, ma il suo avvocato Carmelo Ratano ha chiesto che siano sentiti entrambi in giornata. Gli unici che preannunciano scena muta sono loro. Salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, Lanzi e Cardoni non risponderanno alle domande del gip.

“A che dovrebbero rispondere? – afferma il difensore -. Questa indagine ha scoperto l’acqua calda, e cioè che gli imprenditori parlano tra loro. Ma parlare non è reato. Ci vengono contestate accuse impossibili che andranno dimostrate al processo”. Cardoni, poi, secondo l’avvocato, non ha proprio bisogno di parlare. “E’ chiaro che c’è stato un errore, perché non ha mai fatto l’assessore ai Lavori pubblici – aggiunge -. Lo dimostreremo depositando gli stessi dell’altra volta, sperando che siano tenuti un po’ più in considerazione”.

Gli altri difensori sono titubanti. A ventiquattr’ore dagli interrogatori, i legali non avevano ancora deciso la strategia da adottare, o comunque erano poco disposti a parlarne.

La giornata di sabato, in ogni caso, ha segnato un’inversione di tendenza rispetto al primo arresto. In quell’occasione, di tutti e dodici, solo l’imprenditore Angelo Anselmi accettò di collaborare. Scelta premiata dal gip con scarcerazione e arresti domiciliari.

L’altro giorno, invece, hanno parlato tutti. Il sindaco di Graffignano Adriano Santori e gli imprenditori Fabrizio Giraldo, Giuliano Bilancini e Daniela Chiavarino hanno chiarito la loro posizione appalto per appalto, rinunciando ad avvalersi della facoltà di non rispondere. Lanzi e Cardoni a parte, quello che accadrà oggi sarà una sorpresa.


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