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Appalti truccati, liberi in quattro

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La perquisizione negli uffici del Genio civile

La perquisizione negli uffici del Genio civile

Le perquisizioni della forestale

Le perquisizioni della forestale

I controlli della forestale

I controlli della forestale

La perquisizione negli uffici del Genio civile

Colpo di scena dell’inchiesta sugli appalti truccati.

Quattro dei dodici arrestati del blitz della forestale “Genio e sregolatezza” sono tornati in libertà.

Lo ha deciso il tribunale del Riesame dopo l’udienza di questa mattina per discutere i ricorsi degli imprenditori Luca Amedeo Girotti, Marcello Rossi (ai domiciliari), Stefano Nicolai (ai domiciliari) e della funzionaria del Genio civile Gabriela Annesi.

Quest’ultima è ritenuta dai magistrati viterbesi “figura chiave” nel sistema di spartizione degli appalti, insieme al collega Roberto Lanzi.

La decisione del tribunale è arrivata intorno alle 18,30.

All’udienza di stamattina, le difese hanno illustrato le loro argomentazioni cercando di confutare le tesi accusatorie recepite nell’ordinanza.

I legali hanno chiesto tutti l’annullamento dell’ordinanza o, eventualmente, l’alleggerimento della misura.

I giudici si sono prima riservati, poi, nel pomeriggio, hanno annullato l’ordinanza del gip di Viterbo Franca Marinelli probabilmente per carenza di motivazioni.

La probabilità che il provvedimento possa ripercuotersi a cascata anche sugli altri otto arrestati è alta. Per loro, l’udienza al Riesame è fissata al 12 novembre.

Sulle richieste di scarcerazione o alleggerimento delle misure, il gip Marinelli si era pronunciata il 31 ottobre, confermando carcere e domiciliari per tutti, tranne che per l’imprenditore Anselmi. Da qui la decisione dei dodici arrestati di ricorrere al tribunale del Riesame.

Stando alle indagini sarebbero 26 gli appalti truccati in 16 paesi della provincia.

Nel complesso, i reati ipotizzati sono corruzione, turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio. Accuse che non si spalmano uniformemente su tutti i 63 indagati: molti devono rispondere solo del reato più lieve di rivelazione di segreti d’ufficio.

In dodici sono finiti agli arresti: nove in carcere e tre ai domiciliari.

Solo uno, l’imprenditore Angelo Anselmi, aveva visto migliorare la sua posizione: da Mammagialla è passato ai domiciliari, per il suo atteggiamento di collaborazione con gli inquirenti.

Continuano, intanto, le indagini degli inquirenti. Al momento non ci sarebbero nuovi indagati.



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