Riceviamo e pubblichiamo – Domenica si è svolto il primo tempo delle primarie del centrosinistra; domenica prossima con il ballottaggio si deciderà il candidato a presidente del consiglio.
Voglio innanzitutto ringraziare tutti gli elettori e tutti i volontari che hanno permesso questo evento che ha segnato uno straordinario successo per “L’Italia bene comune”, per quanti credono nella prospettiva di un governo di centrosinistra alla guida del nostro Paese e fondamentalmente per quanti credono alla “Democrazia partecipata”.
I volontari: voglio un attimo sottolineare il ruolo dei centomila a livello nazionale, e dei tanti a livello locale. Essi non sono dei burocrati o uomini e donne dell’apparato; sono delle persone che spendono gratuitamente parte del loro tempo alla passione politica e civile al servizio dell’interesse collettivo. E tanti che oggi consentono di usare il termine “passione politica” sono un segno di inversione di tendenza che non può e non deve essere sottaciuto!
Nel loro agire, non ci sono secondi fini e disonestà intellettuale: sono una risorsa viva e vitale per il nostro Paese; forse il primo vero segno di quel cambiamento che tutti auspichiamo, declinandolo in modi diversi ma che è il vero obiettivo comune!
A me, a noi, piace ascoltare, ragionare, discutere, decidere la soluzione migliore insieme.
Devo dire che a me non sono piaciute né le chiacchiere da bar e nei bar né i giudizi tranchant, dati su accadimenti e persone letti sulla stampa; soprattutto avrei evitato di chiedere la pubblicazione di articoli domenica 25, il giorno delle primarie; in quella giornata si doveva solo invitare la gente a partecipare, invece c’è stato chi ha criticato tutti e tutto, con uno spirito che di costruttivo ed indirizzato al cambiamento – salvo che cambiamento non sia modificare le prassi perché si gioca in una “squadra di attacco” – aveva ben poco o punto (per dirla alla fiorentina).
Oggi posso dire, perché oggi non è il giorno delle primarie e il confronto è di nuovo aperto, che nel rispetto delle idee di tutti e nella piena convinzione del dialogo, appoggio sempre più convinta il mio segretario Pierluigi Bersani, e credo che tutte le persone che hanno scelto di votarlo non lo hanno fatto per paura, paura di chi? E di cosa? Si trattava e si tratta di scegliere tra modi diversi di interpretare il cambiamento, forse anche modi diversi di comunicarlo, certamente modi diversi di guardare al da farsi nel futuro, a cominciare dai “compagni di viaggio”.
Noi abbiamo il diritto dovere di discutere, ma il punto di partenza e di arrivo è quello di includere e non dividere, a tutti i livelli, anche a quello locale, di recuperare coesione sociale, unità di intenti.
Alle persone va fatto comprendere, così com’è scritto nel nostro statuto che gli incarichi istituzionali e di partito sono pro tempore: ed oggi è il tempo del cambiamento.
Dopo di che, dobbiamo essere rispettosi delle storie, delle sensibilità, della dignità delle persone: rappresentano storie vissute, memoria, da cui a volte necessita raccogliere semi da coltivare nel futuro, quando altri faranno crescere germogli nuovi.
Noi sappiamo che la gravità della crisi necessita di misure a livello mondiale, europeo oltreché nazionale: basti pensare alla necessità della regolazione dei mercati finanziari, alla questione ambientale, alla crescita dei paesi emergenti, all’integrazione europea, eccetera, che necessita innovare dal profondo la nostra “Italia Bene Comune” e la sua economia, che necessita dar voce ai territori ed alle comunità, che necessita far scoprire la buona politica agli italiani, che necessita mettere in campo civismo e partecipazione.
Credo, consentimelo, che l’attuale segretario nazionale del Pd Pierluigi Bersani, in questa sua esperienza, ha operato in una situazione esterna ed interna complicata, mettendo in campo nuove idee e nuove persone: forse in maniera meno appariscente di altri, ma con concretezza. Che la sua esperienza e la sua capacità, l’interpretazione dell’agire politico come fatto collettivo, di popolo meglio corrisponde alle necessità presenti e future dell’Italia bene comune, incluse ed in primo luogo le necessità di cambiamento.
Donatella Presilli
Segretaria del circolo Pd di Acquapendente