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– Per la vicenda appalti truccati, il comune di Corchiano si costituirà parte civile come parte lesa.
Lo annuncia il sindaco Bengasi Battisti. Il consiglio comunale ha già approvato la proposta con apposita delibera. Dieci voti favorevoli su dieci.
“E’ un atto doveroso da parte nostra – afferma il primo cittadino -. Tra i presunti appalti truccati ce n’è uno che riguarda il nostro comune e per il quale ci eravamo affidati al Genio civile di Viterbo”.
I due funzionari dell’ufficio regionale Roberto Lanzi e Gabriela Annesi sono stati travolti dall’inchiesta. Non solo arrestati insieme ad altre dieci persone, ma ritenuti il perno del presunto sodalizio nato per spartirsi gli appalti del Viterbese.
Quello di Corchiano, che chiama in causa il Genio civile, riguarda il restauro di palazzo San Valentino, sede della biblioteca comunale. 301mila e 500 euro l’importo della gara. Il comune aveva chiesto la collaborazione dell’ufficio regionale. Ma i due impiegati, secondo l’indagine “Genio e sregolatezza”, avrebbero fatto in modo di affidare l’appalto a una ditta sorianese. Il tutto dietro il pagamento di una tangente che i pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci stanno ancora cercando di quantificare.
“E’ chiaramente ancora tutto da verificare – afferma Battisti -. Se verrà accertato un danno per il nostro comune, è chiaro che a produrlo sarebbero stati i metodi poco trasparenti che si contestano ai due funzionari. Per questo, in un eventuale processo, l’amministrazione sarà parte civile”.
Una decisione che potrebbe avere un effetto domino sui paesi della Tuscia interessati dall’inchiesta. Sono sedici in tutto, per un totale di 26 presunti appalti truccati. E’ probabile che altri sindaci possano seguire l’esempio di Battisti.
Intanto l’indagine prosegue. Gli indagati, al momento, sono 63, di cui 12 finiti agli arresti dopo il blitz. Quattro sono tornati in libertà per volere del tribunale del Riesame, che ha annullato l’ordinanza del gip. Gli altri otto aspettano l’udienza di lunedì.


