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“Bravi atleti e buone iniziative”

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Un'immagine di Viterbo

Riceviamo e pubblichiamo – Gentile redazione, scrivo in risposta all’articolo del signor Augusto Di Santo sulla mancanza di sport ad alto livello che affligge la nostra città.

Concordo parzialmente col signor Di Santo su fatto che nulla di rilevante è stato organizzato per promuovere Viterbo come città europea dello sport, mentre questa avrebbe potuto essere un’occasione importante per dare alla città un po’ di visibilità e per attrarre turismo.

Purtroppo però viviamo in una realtà dove anche le iniziative che ci sono passano sotto silenzio.

Non è vero, ad esempio, che a Viterbo non ci siano atleti di alto livello; forse non ci saranno calciatori di alto livello, magari neanche cestisti di alto livello, ma ci sono, ad esempio, nuotatori che raggiungono buoni risultati a livello nazionale e soprattutto, ci sono pattinatori che con grandissimi sacrifici degli atleti stessi e delle famiglie, partecipano da anni a competizioni nazionali ed internazionali con risultati di livello assoluto e nonostante questo, assolutamente snobbati dai giornali, dalle autorità e dai loro concittadini che negli occhi e nella testa hanno solo calcio e basket.

Inoltre esistono iniziative, come quella della “Giornata sportiva della famiglia”, pubblicizzata presso scuole, palestre e giornali, che si svolge ogni prima domenica del mese presso il centro sportivo parrocchiale del Sacro Cuore (quartiere Pilastro) nella quale le famiglie (con un contributo di 5 euro a nucleo famigliare) possono provare vari sport tra i quali pattinaggio, nordic walking, ginnastica, basket, balli, scacchi, tennis tavolo, ecc..

Partecipazione? Non più di 20 famiglie ogni volta.

Allora forse lo sport a Viterbo è morto perché moribondi sono i viterbesi e gli amministratori, espressione di una popolazione moribonda, non possono certo resuscitare i cadaveri.

Elena Angiani

 


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