– Difese alla carica, nell’inchiesta Genio e sregolatezza.
I legali degli arrestati di appaltopoli hanno chiesto l’immediata scarcerazione dei loro assistiti. I primi quattro, tra cui la funzionaria del Genio civile Gabriela Annesi, sono stati liberati tre giorni fa dal tribunale del Riesame. Decisione che ha riacceso le speranze anche per gli altri otto, che potrebbero vedersi revocati carcere o domiciliari anche prima della nuova udienza di lunedì al Riesame.
Il gip di Viterbo Franca Marinelli aspetta di leggere le motivazioni dei giudici romani. Di fatto, però, la ragione che ha spinto il Riesame ad azzerare il provvedimento è sotto il sole: l’ordinanza del gip avrebbe ripreso un po’ troppo fedelmente le richieste dei pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma, titolari dell’inchiesta sul giro di appalti truccati in provincia. 26 presunte gare pilotate in 16 paesi della provincia, per un valore complessivo di 12 milioni di euro. Del giro avrebbero fatto parte imprenditori, amministratori e i due impiegati del Genio civile ritenuti motore del sistema. 63 gli indagati e 12 gli arrestati, di cui solo otto attualmente in carcere o ai domiciliari.
La liberazione degli altri quattro, per il procuratore capo Alberto Pazienti, non scalfisce l’impianto accusatorio. “Aspettiamo le motivazioni del Riesame – dice -, ma a quanto ci risulta l’ordinanza non è stata annullata per mancanza di indizi, ma per ragioni formali. E’ un incidente che non cancella i risultati delle indagini. Riguarda l’ordinanza in sé e, quindi, la forma”. Come dire che la sostanza dell’accusa rimane.
Sulle richieste dei legali, la procura avrebbe già espresso il suo parere che, almeno per ora, resta top-secret.
La parola, adesso, spetta al gip, che potrebbe accogliere le richieste delle difese a breve, forse anche in giornata, o prendere tempo in attesa dell’udienza di lunedì.
Tra gli otto ancora in bilico gli imprenditori di Viterbo Roberto Tomassetti e Angelo Anselmi, Daniela e Domenico Chiavarino di Celleno e il falisco Fabrizio Giraldo. Ci sono, poi, il funzionario del Genio civile Roberto Lanzi e gli amministratori Adriano Santori e Luciano Cardoni. Il primo ha rassegnato le dimissioni da sindaco di Graffignano subito dopo l’arresto. Il secondo è ancora assessore all’Ambiente nello stesso comune e non ha intenzione, almeno per ora, di rinunciare all’incarico.



