Riceviamo e pubblichiamo – Contrario. Decisamente contrario a quanto previsto dal decreto legislativo sul riordino delle Province. In quanto sindaco di Viterbo ed ex presidente della Provincia, ribadisco il mio totale dissenso per l’accorpamento di Viterbo e Rieti. D’accordo con quanto riportato nell’ordine del giorno votato e approvato ieri dal Consiglio Comunale, vorrei sottolineare quanto il contenuto del decreto sia, a mio avviso, illogico, demagogico e soprattutto iniquo sul piano della rappresentatività territoriale.
Vediamo quattro province laziali stravolte e dimezzate: Viterbo e Rieti e dall’altra parte Latina e Frosinone. Quattro territori depotenziati e smembrati a livello istituzionale, con una parziale ma inevitabile perdita di identità storica e culturale e, non ultimo, con una ridistribuzione e con probabili sovrapposizioni di ruoli e competenze.
Il tutto mentre la quinta provincia laziale, Roma, mantiene intatta la sua posizione, con Roma Capitale, Provincia di Roma e Regione Lazio. Nessuno stravolgimento, nessuna ripercussione, se non un probabile rafforzamento della propria autorità e della propria territorialità, conseguenza più o meno diretta dell’indebolimento delle altre province laziali.
Giulio Marini
