Riceviamo e pubblichiamo – Da oltreoceano Obama ci trasmette con un discorso bellissimo e commovente un grande messaggio di speranza, d’impegno e di amore per il suo paese, dopo una campagna elettorale condotta duramente senza sconti con il suo sfidante Romney.
Obama ha vinto e con lui ha vinto l’America, la democrazia, il dialogo, il primato della politica sulla finanza e soprattutto quel senso di appartenenza comune che unisce così tanti stati e popoli diversi, che la rende unica al mondo.
In Italia invece le elezioni regionali siciliane ci hanno restituito un risultato disastroso della nostra politica e dei partiti, la disaffezione dei cittadini alle urne ha prevalso: il 53% degli aventi diritto non si è recato a votare e a ottenere più voti non è stato un partito, ma il Movimento 5 stelle.
Credo che questo sia il dato che più deve far riflettere, per correggere la rotta e tenere dritta la barra perché questo paese ha un bisogno smisurato di politica, fatta di idee nuove, di persone operose, di programmi chiari, di concertazioni partecipate per ridare futuro, dignità ai cittadini, alle istituzioni ed al paese intero.
In questo senso sono fiduciosa per il partito democratico, perché si sta apprestando con un lavoro importante, di presenza, di ascolto fra i cittadini.
Lo sta facendo il segretario Bersani e i suoi comitati, al quale va riconosciuto l’atto di umiltà che ha compiuto, con la consapevolezza che se anche per statuto era lui il candidato, ha permesso ad altri di partecipare, perché la partecipazione porta consensi, democrazia confronto. Lo sta facendo Matteo Renzi che con il suo camper ha toccato più di cento città d’Italia, con un lavoro instancabile ed entusiasmante ed infine lo sta facendo Laura Puppato, donna d’indubbia capacità ed esperienza amministrativa.
La cosa che non mi ha convinto è il fatto di aver cambiato le regole in corsa per accedere al voto, restringendo e rendendo più difficile la partecipazione, le regole potevano restare benissimo quelle che erano valse per Prodi, Veltroni e Bersani.
Ora l’importante è comprendere che nelle diversità dei programmi che ci sono e sono anche di sostanza, dobbiamo lavorare con alacrità, intelligenza e lungimiranza per far vincere il partito democratico e il centrosinistra nel suo insieme.
I comitati non è vero che sono contrapposizioni personalistiche o di divisioni , ma devono diventare occasioni di democrazia interna e di sereno confronto ,da coltivare nel tempo anche dopo le primarie.
Poi c’è la bella notizia del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che ha dichiarato di schierarsi insieme al popolo arancione con il centrosinistra e pure questa non è cosa da poco.
D’Alema dovrebbe riflettere, perché è lui che a tutti i costi vuole inasprire la politica all’interno del Pd, proprio lui che anni orsono definì i sindaci con disprezzo cacicchi, quando la vittoria del centrosinistra passa proprio attraverso il sostegno dei sindaci delle grandi città e non può essere certo D’Alema a dettare l’agenda politica italiana come ha fatto nella grigia intervista al Corriere della Sera del 28 ottobre.
E’ giunto il momento che chi ha fatto tre legislature debba lasciare, le deroghe non hanno senso, i tempi sono cambiati, hanno preso un’accelerazione tale che non si può rimanere più di tanto nella stessa istituzione ed è fondamentale il radicamento degli eletti nei territori ed essere pronti a ritornarvi quando sarà il momento, senza viverlo come una sconfitta, ma bensì come termine di un servizio importante reso alla collettività, che quanto più sarà stato efficace, tanto più avrà prodotto risultati concreti e duraturi.
Oggi abbiamo un bisogno drammatico di rispondere al vuoto ideale, etico e culturale con un pensiero forte cui rifarsi per rifondare il senso della politica, della moralità e della cultura, condizioni queste irrinunciabili per la formazione di una cittadinanza democratica vigile e tollerante.
“Dobbiamo essere cittadini e parte, non si può rimanere indifferenti ,alla finestra, chiamarsi sempre fuori, non assumersi responsabilità pubbliche”. Antonio Gramsci
Dobbiamo occuparci della politica tutti, altrimenti sarà la politica a occuparsi di noi, con il risultato che è sotto gli occhi di tutti noi italiani.
Anna Maria Meaccini
“Per Renzi ad Acquapendente, ci siamo”
