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Esercito di terracotta, 3mila visitatori alla mostra

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L'esercito della Terracotta

L'esercito della Terracotta

– Oltre tremila visitatori. Sono questi i numeri incassati dalla mostra “Esercito di terracotta”, che si è chiusa domenica scorsa a Viterbo.

L’evento, ospitato nell’ex Corte d’Assise in piazza Fontana Grande, è nato dalla collaborazione tra tra l’associazione fiorentina “Genio di Leonardo”, il Comune di Viterbo e l’associazione Tuscia Young.

A spiegare come è nata la mostra e i motivi alla base del suo successo è lo stesso ideatore, Enrico Contardo. “Abbiamo voluto realizzare questa esposizione  – dichiara – per portare in città eventi di spessore notevole, che fossero in grado di accrescere la vocazione turistica e le potenzialità attrattive del territorio. E, numeri alla mano, devo dire che l’obiettivo è stato centrato appieno. Del resto, la mostra organizzata a Viterbo si colloca in una serie temporale che ha toccato le maggiori città italiane ( Firenze, Napoli, Assisi, Olbia, Pietrelcina ) e straniere come New York”.

L’esercito di terracotta che è stato esposto a Viterbo è costituito da ventuno fedelissime riproduzioni delle statue che furono rinvenute nel 1970 a Xi’an, nella provincia Shaanxi della Cina.

Si tratta di una vera e propria armata, composta da un numero enorme di guerrieri, che oscilla tra i 6mila e gli 8mila guerrieri vestiti con corazze in pietra e dotati di armi.

La loro realizzazione, ad opera di 700mila prigionieri, impiegati in circa 10 anni di lavoro, fu voluta dal primo imperatore cinese Qin Shi Huang, che intendeva creare una vera e propria ‘roccaforte difensiva’ alla sua sepoltura.

Finora, di tutte queste statue, sono state riportate alla luce solo 500 guerrieri, 18 carri in legno e 100 cavalli in terracotta che rappresentano una minima parte del complesso archeologico esteso per circa 56mila metri quadrati.

“La mia convizione – conclude Contardo – è che per promuovere il nostro territorio, è indispensabile investire su più fronti, senza limitarsi ad un target sicuro e consolidato ma cercando di attirare un pubblico eterogeneo e, soprattutto, proveniente da più parti d’Italia”.


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