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Estetisti, tuteliamo gli imprenditori ma anche Confartigianato

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L'assessore Fattorini e il consigliere Pinna

L'assessore Fattorini e il consigliere Pinna

Riceviamo e pubblichiamo – “Gli operatori estetisti sono nelle più ampie considerazioni di Lega Federalista”.

Con questa premessa il consigliere Maurizio Pinna torna sull’argomento in difesa della categoria, ma soprattutto dei giovani che non possono avviarsi all’attività lavorativa per problemi economici, dovendo rinunciare a mettere in pratica anni di studi e sacrifici a causa di una regolamentazione comunale che oggi impone un locale di almeno 70 metri quadri.

“Siamo a buon punto con la mia proposta, sollecitata da giovani aspiranti imprenditrici, di ridurre ai livelli delle altre città italiane la superficie richiesta per aprire una nuova attività – prosegue Pinna – e questo traguardo intermedio è stato raggiunto grazie al mio collega di partito, l’assessore Massimo Fattorini, che ha avviato immediatamente le dovute consultazioni con la Asl per verificare la metratura minima da richiedere per l’apertura di uno studio estetico”.

Soddisfatto Massimo Fattorini per la rapidità con cui si è potuto portare avanti, con il suo assessorato, lo studio del regolamento e le consultazioni, ed anticipa che sarà prossimo l’inoltro in commissione della pratica per concludere la modifica del regolamento. In quella sede si discuterà per stabilire, con tutte le forze politiche, la metratura ritenuta più consona per l’apertura di uno studio estetico.

Il lavoro della commissione dovrà poi passare all’approvazione del consiglio, e in queste fasi Pinna e Fattorini auspicano a un rilancio al ribasso sostenendo che, garantite le norme igieniche, si deve facilitare al massimo lo svolgimento dell’attività di estetista senza condizionare l’apertura di nuovi locali a causa degli elevati costi d’affitto attualmente necessari per rispondere alle esose richieste del regolamento comunale.

La metratura minima potrebbe essere di 20 metri quadrati (Roma ne richiede 15 + 4 per ogni postazione in più) e questa modifica al regolamento è molto di più di un atto dovuto. I risvolti, infatti, sono molteplici: maggiore offerta corrisponde a maggiore concorrenza con vantaggi per la clientela sia per l’aspetto economico, sia a livello qualitativo del servizio poiché non è implicito che un grande centro sia sinonimo di un migliore servizio, se non nell’aspetto strutturale che a molti – specie in questo periodo di crisi – potrebbe non interessare pur di risparmiare sui costi dei trattamenti.

Ma un altro risvolto positivo di rilevanza per tutta la comunità riguarda la regolarizzazione di quegli operatori che, pur altamente qualificati, oggi scelgono di contravvenire alle leggi esercitando in nero, nelle proprie abitazioni, l’attività di estetista non potendosi permettere l’affitto di un grande locale così come impone l’attuale regolamento.

Con tutto ciò andiamo a rispondere anche alle lecite e preoccupazioni pronunciate dal segretario di Confartigianato Andrea De Simone.

Lega Federalista

 


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