– Oggigiorno è facilissimo scattare una foto decente: basta un click e la macchinetta digitale ci ritrasmette subito l’immagine appena scattata. Non è venuta bene? No problem: ne scattiamo altre venti, tanto prima o poi qualcosa verrà fuori.
La fotografia, però, non è sempre stata così. Dai tempi in cui Louis Daguerre, l’inventore del primo metodo pratico di fotografia, produceva immagini della Parigi del 1839 fino ad oggi, c’è stato un lunghissimo periodo in cui le fotografie si scattavano in analogico con la pellicola, e quasi tutti i fotografi si sviluppavano le pellicole e si stampavano le foto da soli.
E’ proprio questa ‘arte perduta’ che si può imparare nel “Workshop di fotografia analogica” organizzato dalla fotografa Lietta Granato qui a Viterbo. Durante l’incontro che si svolgerà sabato 24 e domenica 25 novembre presso l’associazione Eureca gli studenti potranno imparare come si scatta una fotografia in analogico, come ‘pensare’ in bianco e nero e soprattutto come si sviluppa la pellicola e come si stampa una fotografia.
“Molto spesso incontro fotografi anche giovani che rimpiangono la manualità della fotografia, che non c’è più – spiega l’insegnate Lietta Granato -. In effetti sia lo sviluppo che la stampa sono tecniche che danno molta soddisfazione perché fai tutto, letteralmente, con le tue mani: al giorno d’oggi questa sensazione del ‘fatto a mano’ in fotografia non esiste più. Ho voluto organizzare questo workshop, che è il primo in una serie di 8 incontri, proprio per aiutare a riscoprire questa arte che si sta perdendo”.
Dettagli “Workshop di fotografia analogica”
Sabato 24 domenica – 25 novembre
10-13 e poi 14,30-18,30
Per info su costi e iscrizioni:
aceureca@yahoo.it
0761-345671 327-7565724 329-5383354
Il corso si svolgerà in via del teatro Nuovo, 10 (accanto al teatro comunale)
