– “C’è un’Italia vera, autentica. È quella dei giovani che hanno impegno e passione. Come i ragazzi di Juppiter. È l’Italia in cui speriamo e crediamo” (fotogallery).
Così don Antonio Mazzi, il nostro maestro, ha concluso la messa di domenica 18 novembre mattina, nella chiesa di San Giovanni a Capranica, gremita di persone, amici, ragazzi, famiglie, per l’apertura dei festeggiamenti ufficiali del primo ventennale di Juppiter. Sottolineando che questo non è un traguardo, ma un nuovo inizio.
Scrive Vinicius De Moraes: “La vita, amico, è l’arte degli incontri”, e noi anche negli incontri con i testimoni (quelli grandi e famosi) abbiamo cercato di dare importanza alle storie. Quelle semplici. Come quando domenica, con Dori Ghezzi, abbiamo parlato di sogno, utopia, amore e dolore, rivisto immagini, cantato canzoni e mangiato insieme, provando a ricreare un clima di speranza in un futuro che si costruisce lavorando gomito a gomito; eravamo in più di cinquecento e le abbiamo consegnato il premio nazionale La casa delle arti per il lavoro con la fondazione De André, di cui è presidente. Un premio che va anche a quello che Faber rappresenta per i giovani, per la loro formazione e crescita sentimentale e di pensiero.
Insieme a Dori abbiamo cercato semplicemente le radici comuni: amore, dolore, mondo e infinito, sempre insieme ai giovani, con la passione di chi ha a cuore e si prende cura. Imparando a non essere mai “contro” e ad avere fiducia oltre ogni ragionevolezza.
“La bellezza salverà il mondo” – scrive Dostoevskij – e quanta meraviglia in questi 20 anni ho scoperto negli adolescenti! Impacciati alcuni e bulli altri, ma tutti sul punto di sbocciare.
E quanta bellezza nei diversamente abili che a casa nostra sono ragazzi “speciali”. Anzi, che ci insegnano che semplificando le cose tutti noi possiamo essere profondamente speciali.
Quante storie si sono incontrate vicino e dentro Juppiter in venti anni di cammino? Boh! Nessun bilancio. Il racconto del clima di queste giornate forti lo lascio alle foto e ai volti dei ragazzi.
Don Lorenzo Milani scrive: “Quando avrai perso la testa, come l’ho persa io, dietro poche decine di creature, troverai Dio come un premio”. Così sta andando. Così ho imparato a sognare.
Buon compleanno Juppiter.
Salvatore Regoli
Presidente di Juppiter


