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“I mercati esteri sono la chiave della ripresa”

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Domenico Merlani

Domenico Merlani, presidente di Unindustria Viterbo

Domenico Merlani

Il pubblico

Tra il pubblico il il presidente della Camera di Commercio Palombella, il sindaco di Viterbo Marini, il sindaco di Civitavecchia Tidei e il consigliere regionale Gigli

Antonio Delli Iaconi

Antonio Delli Iaconi, direttore di Unindustria Viterbo

Maurizio Stirpe

Maurizio Stirpe, presidente Unindustria Lazio

Aurelio Regina

Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria

Il pubblico

Antonio Polito

Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera

– “Crisi, i mercati esteri sono la chiave della ripresa” (fotogallery * video).

Domenico Merlani nel ringraziare gli associati che ieri all’assemblea di Unindustria lo hanno riconfermato presidente per un altro mandato, ha colto l’occasione per tracciare un quadro generale della situazione economica, pesantemente colpita dalla crisi da ormai quattro anni.

“Se il 2011 ci ha stupito positivamente concludendosi con risultati migliori delle nostre aspettative – spiega – il 2012 dovrebbe presentarci un conto opposto, peggiore delle previsioni. Nei primi mesi dell’anno in corso i fatturati sono crollati e gli industriali, il settore delle costruzioni in particolare, sentono molto il peso di questa crisi”.

Eppure qualche spiraglio di miglioramento c’è. “I piccoli ma importantissimi segnali di miglioramento vengono ad esempio dal distretto ceramico di Civita Castellana – continua Merlani -. Qui ci sono imprenditori che nonostante tutto investono nelle proprie aziende e guardano avanti“.

Per una ripresa vera e propria però questo non basta. Serve molto di più. “Per uscire da questo periodo nero – aggiunge – bisogna puntare ai mercati esteri. La dimensione delle aziende deve crescere e guardare fuori dai propri confini perché la domanda interna, ormai, risulta troppo carente”.

E per aprire la strada all’internazionalizzazione è necessario pensare in grande e unire le forze. “Unindustria è un progetto ambizioso – sottolinea Merlani -. Un progetto nel quale abbiamo creduto e che sta dando ottimi frutti. Ha snellito ad ogni livello la burocrazia con la quale devono quotidianamente fare i conti gli industriali e questo è uno degli aspetti da cui anche la pubblica amministrazione dovrebbe prendere esempio”.

Poi un ringraziamento agli associati che, all’unanimità, lo hanno riconfermato presidente per altri quattro anni. “Ringrazio chi ha avuto fiducia in me e continua ad averne. Mi accorgo io prima di ogni altro di essere cresciuto personalmente e professionalmente durante il percorso già fatto in Confindustria. So che il periodo è molto difficile, ma questo mi serve da stimolo per tentare di fare il possibile e di continuare sulla scia dei buoni risultati che abbiamo ottenuto finora”.

L’assemblea di Unindustria Viterbo è stata introdotta dal direttore Antonio Delli Iaconi che ha poi lasciato la parola al sindaco di Viterbo Giulio Marini per gli onori di casa.

“La crisi che stiamo vivendo rende difficile, forse impossibile, il ruolo degli amministratori – dichiara Marini – ma non mi nascondo nel dire che il modo in cui questo governo la sta affrontando non mi piace affatto. Il mio partito sostiene l’esecutivo Monti, ma non io. L’accorpamento delle province di Viterbo e Rieti grida vendetta. L’Italia è bloccata e non riesce a ripartire. Mi auguro dunque che persone come Merlani e gli industriali che sono oggi in questa sala riescano a dare il meglio, come hanno sempre fatto, per dare una speranza in più a questo Paese”.

D’accordo con Marini, in particolare per quanto riguarda il riordino delle province, è anche Maurizio Stirpe, presidente di Unindustria Lazio. “Non è possibile passare nel Lazio da cinque province a due, più una città metropolitana – spiega Stirpe -. Il provvedimento è stato fatto senza tener alcun conto della dignità dei territori. E’ chiaro che si creino delle tensioni. Considerando che Viterbo, Rieti, Latina e Frosinone hanno molti più contatti con la Capitale che tra di loro, avrebbe più senso pensare a una regione metropolitana in cui Roma sta al centro e il resto dei territori le siano interconnessi“.

A pesare molto sulle imprese, poi, c’è il credito che queste vantano con la pubblica amministrazione. “Il Pil del Lazio tornerà a crescere lievemente solo nel 2014 – continua Stirpe -. In questa situazione di recessione, le aziende sono messe a dura prova dall’esagerato ritardo dei pagamenti da parte dello Stato che supera ormai i dodici mesi”.

E se è vero che nei momenti di crisi l’unione fa la forza, Unindustria sta tentando di fare il possibile allargando i propri orizzionti. “La nostra associazione di industriali del Lazio comprende ora le province di Roma, Frosinone, Viterbo e Rieti – conclude Stirpe -. Ora stiamo cercando di far entrare anche Latina e posso dire che siamo già a buon punto per concludere l’ampliamento alla quinta provincia della regione”.

Ospite d’onore dell’assemblea di Unindustria Viterbo è stato l’editorialista del Corriere della Sera Antonio Polito, intervistato dal giornalista Pasquale Bottone sulla situazione economico-politica del viterbese e dell’Italia più in generale.

“Gli italiani si meriterebbero governi migliori – commenta Polito -. La crisi ha tante motivazioni che non possono essere liquidate in due parole, ma ciò che mi piace sottolineare è che i momenti come questo possono essere lo spunto per grandi cambiamenti. Spero che alle prossime elezioni vinca qualcuno che faccia “dimagrire” lo Stato ed elimini la spesa pubblica in eccesso”.

A concludere l’assemblea è infine intervenuto il vicepresidente nazionale di Confindustria Aurelio Regina. “Le persone come Domenico Merlani devono essere premiate – ha esordito -. Perché lui è uno di quelli che si sa mettere a disposizione. Di questo tipo di figure abbiamo bisogno”.

Poi si è soffermato sui dati della crisi. “Abbiamo registrato una perdita del 2,4% del Pil – continua Regina -. La situazione non è affatto semplice. I debiti strutturali del nostro Paese non sono facili da superare. Siamo fiaccati da una burocrazia imponente e inutile che rende impossibile la vita agli imprenditori”.

Il cambio di rotta, quindi, è indispensabile e inevitabile. “A differenza di alcuni di coloro che hanno parlato prima di me – conclude Regina – io guardo con occhio positivo al governo Monti. Ha avuto poco tempo e non è riuscito a riempire di contenuti il suo percorso, ma ha indicato una direzione, una giustissima direzione. Penso ad esempio allo spazio concesso alle start up e all’agenda digitale. Sono piccoli passi, ma fondamentali. Chiunque vincerà le elezioni del 2013 spero che segua in parte questa strada e che, soprattutto, incoraggi le imprese manifatturiere e le faccia crescere”.

Francesca Buzzi


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