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Il castello incantato prende vita di notte

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Francesco Maria Ruspoli, Beatrice Farnese, Ortensia Farnese e la Castellana

Francesco Maria Ruspoli, Beatrice Farnese, Ortensia Farnese e la Castellana

Francesco Maria Ruspoli

Francesco Maria Ruspoli

La castellana

La castellana

– Sabato sera al castello Ruspoli di Vignanello, una suggestiva visita guidata ha evocato la vita dei vari personaggi storici con le loro vicende personali.

Già nell’atrio accolti da un’ardita castellana (Annalisa Anselmi) che ci illustra il vecchio maniero a lume di candela, spalancandoci, con tanto di cigolio, le vecchie porte verso un lungo corridoio da cui emerge con una lanterna Beatrice Farnese prima feudataria del castello (Manola Erasmi).

Meravigliata dai molti visitatori, come conviene a una signora per nulla riservata, gentilmente ci narra la sua vita, i vari figli, i numerosi parenti sciorinando la lunga e potente genealogia (nipote di papa Paolo III). Tra le tante, la triste storia di Clarice, cui venne sottratto l’amato, fatto sposare con la sorella di lei, l’ingresso in convento con il nome di Giacinta e la vita santa dedita all’aiuto dei poveri dopo una crisi spirituale.

Beatrice ci accompagna, dopo averci fatto visitare la cappella di santa Giacinta, al piano superiore alle stanze nobili, dove come in un sogno i tempi si intrecciano e i protagonisti del passato evocati, prendono le sembianze, si rianimano e raccontano.

Accanto al camino su cui rimane impresso lo scempio sullo stemma in peperino cancellato per metà da lei stessa dopo l’uccisione di suo marito, siede Ortensia Farnese (Alessandra Santini) sposata Sforza Marescotti: a lei si deve, e se ne vanta, la costruzione del meraviglioso giardino del castello, descrive la morte dei suoi tre mariti e rivela l’uccisione della figlia.

Intanto arriva dalle altre stanze la voce del principe Francesco Maria Ruspoli (Tiziano Valerio Severini) intento a chiamare il suo piccolo cane, colto di sprovvista dai numerosi visitatori, creduti ospiti di una festa a sorpresa, li invita ad accomodarsi nelle altre stanze del castello, narrando la sconfitta degli austriaci a Ferrara con il reggimento Ruspoli, quindi l’investitura a primo principe, le feste che animavano il suo governo, deliziate dal giovane Georg Friedrich Handel di cui fu mecenate, la nostalgia degli antichi fasti e il ringraziamento sincero a Giada Ruspoli, che dedicandogli un premio di musica, lo ha di nuovo reso famoso.

Per ultimo, l’invito a spostarsi nel salone delle feste per conoscere un degno erede: una tavola ancora apparecchiata, indica che i vecchi abitatori sono ancora lì o che amano ogni tanto incontrarsi risvegliandosi dal lungo sonno.

Da una voce infatti siamo colti, quella di Dado Ruspoli che recita alcune sue poesie con una toccante intensità, proprio “Intensità” è il titolo di una di esse che crea un’aura suggestiva di un vero e proprio ritorno al passato incredibilmente presente.

Tra lo stupore del pubblico, si chiude garbatamente un momento di forte evocazione che la calda luce delle candele rende sospesa in quel tempo come ritratto di un dipinto su tela.

Bravissimi gli attori che si sono calati nei personaggi da veri professionisti.

Massimo Fornicoli


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