– Maltempo: il peggio è passato, ora si contano i danni (video: Orte e Marina di Montalto dall’elicottero).
Riaperto stamani il tratto dell’autostrada del Sole tra Orte e Chiusi in direzione Firenze. Dalle 5,30 è di nuovo percorribile la Flaminia, mentre a Orte è stata riaperta la strada che porta a Orte scalo e la stazione è nuovamente raggiungibile. Sono in corso le operazioni per liberare dall’acqua i parcheggi alla stazione ferroviaria.
Durante la notte sulla A1 i mezzi di Autostrade hanno lavorato per consentire la riapertura, percorribile anche il tratto tra Valdichiana e Fabro in direzione Roma.
Intanto torna lentamente sotto controllo la situazione nella Tuscia. Dal primo pomeriggio di ieri l’esondazione del Tevere ha cominciato a regredire, come pure si è abbassato il livello dell’acqua che aveva invaso strade e terreni sul litorale, in particolare nei comuni di Tarquinia e Montalto di Castro.
Le forze dell’ordine di tutti i corpi, i vigili del fuoco e le associazioni di volontariato lavorano senza sosta da ormai quattro giorni garantendo sostegno alle famiglie più colpite che, dopo il picco massimo d’allerta, stanno facendo ora i conti con le conseguenze che la furia del fango e della pioggia ha lasciato dietro di sé.
(Fotogallery dei lettori: La furia del Tevere a Orte di Andrea di Palermo – Farnese – Orte e Borghetto).
Case, capannoni e terreni allagati. Ponti distrutti. Strade provinciali invase dal fango, dai rami di alberi caduti e con l’asfalto divelto nei punti più critici. Famiglie evacuate. Raccolti andati in fumo e famiglie evacuate dalle proprie abitazioni costrette a rifugiarsi temporaneamente da parenti, amici o in sistemazioni di fortuna nelle scuole o in edifici messi a disposizione dalle amministrazioni locali.
La situazione è tragica a tal punto che diversi comuni della Tuscia hanno già inoltrato al ministero competente la richiesta dello stato di calamità naturale. Lo hanno fatto ad esempio i sindaci di Tarquinia, di Montalto di Castro, di Farnese e di Acquapendente. Domani, inoltre, il presidente della Provincia Marcello Meroi incontrerà a Roma l’assessore regionale alle Attività Produttive Pietro di Paolo per fare con lui il punto della situazione e spingere affinché i fondi vengano elargiti il prima possibile.
Tra le varie proposte fatte dagli amministratori locali c’è anche quella di non far pagar la seconda rata dell’Imu ai paesi maggiormente flagellati da questa ondata di maltempo.
(Video: L’esondazione vista dell’elicottero * ideoframmenti: L’esondazione del Fiora 1 – 2 – 3 – 4).
Le aree più colpite sono quelle, ovviamente, nelle quali passano i corsi d’acqua. Il Mignone, che domenica è uscito dagli argini, ha sommerso le cittadine del litorale così come il Fiora, anch’esso esondato. Gravi danni anche a Orte dove il Tevere ha lambito case e terreni in particolare nella mattinata di ieri dopo che la diga di Alviano era stata aperta per evitare che il fiume si ingrossasse troppo pericolosamente nella Capitale dove avrebbe causato danni ancora maggiori.
Proprio a Orte a farne le spese sono state diverse famiglie che hanno dovuto abbandonare le proprie case. Ripercussioni anche al centro merci e alle tantissime aziende agricole della zona.
Disagi notevoli anche al settore viabilità. Il traffico sulle strade provinciali ha subito delle interruzioni e dei rallentamenti sempre a causa dell’impraticabilità delle strade. Da segnalare la chiusura nella serata di ieri della provinciale Flaminia, decisa dal sindaco di Civita Castellana Angelelli e da quello di Magliano Sabina, poiché gli esperti avevano previsto che il livello del Tevere sarebbe rimasto alto fino alle prime ore della notte. Intorno alle 20 di ieri sera, infatti, aveva superato gli undici metri contro i sei che mantiene in situazioni regolari.
(Fotocronaca: L’esondazione dall’elicottero – vigili del fuoco – Orte e Acquapendente – Il Mignone – L’esondazione del Fiora – Maltempo).
I treni hanno viaggiato regolarmente anche se con qualche ritardo. Non hanno invece circolato gli autobus Cotral che partivano da Orte poiché la stazione non era praticabile.
I numeri dell’emergenza parlano chiaro: 920 i vigili del fuoco impegnati nei diversi punti del centro nord, con 386 mezzi. Oltre 2500 gli interventi già portati a termine.
Tra le tante cattive notizie delle ultime ore, però, anche alcune positive. Tra queste spicca il salvataggio di un cavallo, Sbirulino, rimasto intrappolato in due metri di fango e acqua piovana, portato sulla terra ferma dai vigili del fuoco (fotocronaca * video).
Francesca Buzzi






