– Il rettore Marco Mancini agli stati generali della cultura.
Grande attenzione ha dedicato il capo dello Stato Giorgio Napolitano agli “Stati generali della cultura”, organizzati oggi a Roma dal Sole 24 ore, l’accademia nazionale dei Lincei e l’istituto dell’enciclopedia italiana Treccani.
L’evento ha avuto l’alto patronato della presidenza della Repubblica.
“La cultura – ha detto tra l’altro il presidente – è motore dello sviluppo in Italia e nell’Europa”. Presenti cinque ministri, Profumo, Ornaghi e Barca, Severino e Cancellieri,.
Marco Mancini presidente della Crui (conferenza dei rettori italiani), ha commentato con forza la assoluta necessità di un adeguato sostegno alle strutture universitarie. “L’1,26% del Pil destinato alla ricerca e allo sviluppo è poca cosa. Appena la metà di quello che investono altre nazioni europee. Se è vero come ha detto lo stesso presidente della Repubblica che l’intervento pubblico e privato in tutti i settori della ricerca è una priorità da far valere ancora di più in tempi di crisi come quella attuale è pur vero – ha aggiunto Mancini- che l’attesa è durata troppo e dopo consistenti tagli l’università è al collasso. Malgrado l’impegno del ministro Profumo, non tutti nel Governo cercano di salvarla”.
Parole che per il rettore dell’Università della Tuscia trovano riscontro nelle cifre. “Dai sette miliardi del 2012 si scende vertiginosamente ai 6,5: -13 per cento rispetto al 2009. In soli quattro anni i docenti sono diminuiti del 10%. Attenzione – aggiunge Mancini -, le famiglie si sono accorte degli attacchi agli atenei e rispondono con un calo dell’11% del numero di matricole. Occorrono almeno 400 milioni di euro per riallineare il finanziamento universitario del 2013 al quello del 2012 ed evitare gravi ripercussioni sulla ricerca e formazione”.
L’obiettivo degli stati generali della cultura è creare un momento di confronto e approfondimento sullo stato della cultura e dell’arte in Italia oggi. L’idea degli stati generali della cultura è nata come naturale risposta al grande e appassionante dibattito che si è acceso su questo argomento per mesi tra istituzioni culturali, economiche e politiche.
