Riceviamo e pubblichiamo – Amministrative? Lancio una mia proposta e me ne assumo tutte le responsabilità del caso: il prossimo candidato sindaco alla città di Viterbo dovrà essere scelto secondo il metodo delle primarie. Il candidato alla guida delle istituzioni deve passare da una decisione degli elettori, e non più da una segreteria di partito che ha sempre prediletto solo ed esclusivamente Roma e, mai, il territorio viterbese. D’altronde così dovrebbero essere scelti i candidati in Parlamento se rimanesse l’attuale legge elettorale.
Le primarie sono l’unico strumento per ridare dignità a un elettorato sempre più scollato dal vertice che viene chiamato in causa solo tre mesi prima delle elezioni per dire ‘in che modo votare’. Un elettorato che nel 2012 vuole, invece, sentirsi protagonista delle scelte che riguardano il destino delle istituzioni. Un elettorato che, a queste condizioni, non ci sta più e in Sicilia lo dimostrano i dati: 630.000 voti del Pdl in meno rispetto al 2008. Eclatante, assolutamente indicativo.
Se non saremo noi ad aprire il nostro movimento politico alla gente saremo fautori consapevoli di un effetto controproducente, rivelandoci, non più credibili. Sembriamo quasi di voler difendere un fortino dalla società che, invece, dovrebbe poter entrare.
I partiti hanno tutt’altra funzione di come gli attuali dirigenti li stanno interpretando: apertura alla società e confronto diretto, aperto. In questi anni tutti hanno temuto che, all’improvviso, arrivasse qualcuno a soffiare la poltrona al malcapitato di turno; quasi come se ricoprire un incarico fosse un lavoro. Il partito del 2012 deve fondarsi sul principio più elementare: si chiama trasparenza.
Chi prenderà queste decisioni? Chi è in grado di schierarsi dalla parte della gente? E’ questo il vero dramma della politica del Pdl. Oltre Fiorito sembra esserci il nulla. D’altronde credo che dopo vent’anni gli stimoli finiscano. Tecnicamente c’è già un regolamento per le primarie nei Comuni, applicato in vari enti in primavera come Frosinone, Lecce, Piacenza, Como, Rieti, etc.
A Viterbo non c’è stato un congresso (e menomale, i congressi sono la morte dei partiti) quindi adesso ci dovrebbe essere un confronto democratico, interno, per scegliere i nostri rappresentanti. L’obiettivo comune, per logica, non dovrebbe dunque essere quello di fare le primarie per sancire un congresso che non c’è stato; sarebbe un errore madornale. Bisogna richiamare più persone possibili a una scelta che deve essere presa in termini ragionevolmente brevi: non facciamoci trovare, ancora una volta, impreparati.
Andrea Di Sorte
assessore del Comune di Bolsena e promotore del movimento #formattiamoilpdl.
