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Imu, a dicembre lieviterà più dei panettoni

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Tuscania

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Riceviamo e pubblichiamo – No all’aumento delle aliquote Imu sulla prima casa e sui locali destinati ad attività produttive.

Il partito democratico condivide in pieno i dubbi avanzati dal consigliere Serenella Pallottini nell’ultimo consiglio comunale e più volte ribadite in precedenza anche dal voto contrario espresso in occasione della discussione dell’argomento, sempre in sede di consiglio.

Sappiamo bene che i tagli operati dal governo lasciano poco margine di scelta ai Comuni, nonostante tutto sono stati molti i paesi limitrofi al nostro che hanno deciso di mantenere anche per la seconda rata, le aliquote base imposte dal governo: Arlena, Montalto, Piansano, Tessennano.

Anche dove si è scelto di aumentare, quasi tutti i Comuni hanno comunque deciso di fare delle scelte che non andassero a penalizzare le fasce più deboli della cittadinanza o a incidere negativamente su categorie già duramente provate dalla crisi, come quella dei lavoratori. Tarquinia ad esempio ha deciso di aumentare soltanto le aliquote relative alle seconda case, scelta condivisa anche da Canino, Valentano, Marta.

Viterbo ha addirittura diminuito dal 4 al 3, 9 per mille l’aliquota sulla prima casa e Montefiascone ha fatto la stessa scelta per i locali commerciali, abbassandola dal 2 all’ 1 per mille. A Tuscania tutti i cittadini pagheranno di più.

Aumenti per le prime case dal 4 al 5 per mille, per le seconde e per tutti gli altri locali (compresi quelli destinati ad attività commerciali, artigianali e studi professionali) dal 7,6 al 9 per mille. In soldi significa che, conti fatti alla mano, una famiglia tipo composta da tre persone, si troverà a pagare per una prima casa di rendita catastale media (categoria A2) ben 397 euro contro i 222 euro della prima rata, con un incremento dell’80%.

L’aumento dell’1 per mille si traduce in una spesa annuale, per la nostra famiglia tipo, di ben 619 euro. I cittadini spenderanno il 50% in più di quanto avrebbero fatto se il Comune avesse lasciato inalterate le aliquote statali. Riteniamo che anche qualora, per salvare i servizi, il Comune avesse dovuto procedere inevitabilmente all’aumento delle aliquote, sarebbe stato giusto farlo tenendo conto delle esigenze dei cittadini.

Chiediamo all’amministrazione se siano stati fatte indagini e studi per verificare le entrate delle quali il Comune potrà effettivamente beneficiare a seguito di tale scelta piuttosto che di altre, o se si è proceduto all’applicazione degli aumenti soltanto in base a supposizioni. Troviamo profondamente ingiusto che a fare le spese di scelte poco felici siano, come sempre, i cittadini.

Marco Quarantotti
Segretario del Pd di Tuscania


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