Riceviamo e pubblichiamo – E’ bastato appena un anno di amministrazione Scarnati per far esplodere i debiti del comune, aumentare le varie aliquote comunali, parliamo di Irpef, e che hanno portato l’Imu a sfiorare i livelli massimi, in netta controtendenza con i comuni limitrofi che hanno mantenuto l’aliquota al 4.
In poco più di un anno si è speso quello che si sarebbe dovuto pianificare in almeno cinque anni di amministrazione, gettando letteralmente dalla finestra denaro pubblico per la realizzazione di strade inutili oltre che di fontane, muri e panchine in peperino, circondate, non se ne capisce la ragione, da ringhiere di ferro.
Queste e altre opere, tra cui l’abbattimento di un numero imprecisato di alberi di alto fusto, di cui la maggior parte dei cittadini non ne sentiva affatto il bisogno sono state le spese che hanno maggiormente inciso sui nostri bilanci.
In altri tempi, forse non ci si sarebbe fatto così tanto caso, ma oggi con la crisi che getta le famiglie, che fino a ieri erano ceto medio, nello sconforto più totale e che costringe le persone a risparmiare fino al centesimo, che non lascia nessuna speranza per il futuro, almeno quello immediato, questa gestione oltre ad essere offensiva ci deve far preoccupare.
Ci preoccupano le leggerezze amministrative. Ci preoccupa il fatto che nessun contributo arrivi dai bilanci del comune per aiutare realmente le famiglie. A Fabrica con assoluta leggerezza si è proceduto all’aumento di un euro del buono pasto per i bambini della scuola dell’infanzia, che oggi costa alle famiglie ben quattro euro per pasto.
Essendo questo un problema generalizzato, moltissimi comuni sono intervenuti contribuendo per metà del costo, mentre a Fabrica non se ne è ravveduta la necessità. Questo porterà, e gli effetti già si vedono, a dover rinunciare a quello che fino a poco tempo fa era un servizio di cui la maggior parte delle famiglie poteva usufruire.
A breve, ciò avrà come inevitabile epilogo anche la riduzione del tempo pieno nella scuola dell’infanzia e Fabrica, vogliamo qui ricordarlo, nonostante ciò che siamo costretti a leggere nei manifesti periodici in cui si vagheggiano fantastici centri sportivi o la casa di riposo più imponente di tutta la provincia, oltre che i cimiteri imperiali, in realtà non si è mai pensato di realizzare una mensa comunale per la scuola elementare in cui i bambini possano usufruire di una offerta formativa più ampia.
Se si pensa che dal prossimo anno la scuola media perderà l’ormai storico tempo prolungato si può facilmente comprendere quanto perderà un territorio così a rischio come quello di Fabrica in termini di istituzione, legalità, uguaglianza e opportunità.
Sono molte le famiglie indignate per questa scelta che le obbliga di fatto a non usufruire di un servizio che dovrebbe essere agevolato da una amministrazione che rispetta le esigenze e i diritti dei cittadini, e ci teniamo a precisare che il Partito democratico di Fabrica di Roma seguirà da vicino la vicenda della mensa scolastica e metterà in atto tutte le misure necessarie per scongiurare il pericolo della privazione di un bene fondamentale quale è l’offerta formativa completa nella nostra comunità.
Tutto ciò la dice lunga su quelle che sono le priorità di questa amministrazione e della sua sensibilità riguardo alle famiglie, ai giovani, alle scelte politiche che svuotano le casse comunali e che i cittadini pagano a prezzi salatissimi.
Anche quelli che non siederanno mai sulle panchine del cimitero e che non amano le esibizioni, ma che vorrebbero mandare a scuola i propri figli, come accade nei paesi deve le amministrazioni tutelano questa intoccabile istituzione.
Partito democratico
Fabrica di Roma