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– Carcere e domiciliari. Di nuovo.
Lo spettro della forestale che bussa all’alba, con in mano un’ordinanza di custodia cautelare, è tornato ieri mattina per gli arrestati di “Genio e sregolatezza”.
Per la seconda volta in un mese, la procura di Viterbo ha ottenuto l’arresto di tutti e dodici. Dai funzionari del Genio civile Roberto Lanzi e Gabriela Annesi agli amministratori Adriano Santori e Luciano Cardoni. Senza tralasciare gli imprenditori Roberto Tomassetti, Angelo Anselmi, Fabrizio Giraldo, Luca Amedeo Girotti, Stefano Nicolai, Daniela e Gianfranco Chiavarino. Tornati tutti reclusi in casa o in cella, dopo soli undici giorni di libertà.
E’ il 23 ottobre quando, per i dodici, scattano le manette. La forestale li arresta, a vario titolo, per corruzione, turbativa d’asta e rivelazione di segreti d’ufficio. Ipotesi di reato che la procura dovrà provare. Gli indagati sono una valanga: sessantatré in totale. I pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci li ritengono coinvolti in un sistema di spartizione degli appalti che avrebbe truccato 26 gare in provincia. Ognuno con il proprio – e differenziato – carico di responsabilità.
Per venti giorni i dodici restano in cella o ai domiciliari. Solo Anselmi collabora coi magistrati e solo Anselmi lascia Mammagialla e torna a casa (ai domiciliari, ma è già qualcosa).
Il tribunale del Riesame libera tutti il 12 novembre, annullando l’ordinanza copia-incolla del gip. E’ la fine di un incubo, pensano tutti. Santori ritira le dimissioni da sindaco e torna ad amministrare Graffignano. Gli imprenditori si rimettono al lavoro. Ma la procura non molla: la nuova richiesta di arresto, secondo indiscrezioni, arriva appena quattro giorni dopo la “batosta” al Riesame. Il gip (lo stesso del primo arresto) dà di nuovo l’ok.
Ieri, il secondo blitz.
Genio e sregolatezza bis: dodici arrestati – i soliti – più uno, l’imprenditore già indagato Giuliano Bilancini.
Il copione è identico all’altra volta. Stessi arrestati. Stessi reati. Stessa trafila di sveglia all’alba e ore di perquisizioni. Stesso gip, pm e investigatori.
Settanta i forestali impegnati, con una pattuglia in trasferta in Toscana per andare a prendere Bilancini.
Anche stavolta Gianfranco Chiavarino non ce la fa. Ha un mancamento. Prima di andare a Mammagialla, passa a Belcolle. Gli fanno una flebo e lo portano in carcere. “Questa è gente forte. Abituata a lavorare, cadere e rialzarsi”, commenta il suo avvocato Bruno Mecali. I colleghi restano in silenzio, in attesa degli interrogatori di garanzia.
I primi sono fissati per oggi. Davanti al gip Marinelli compariranno sicuramente Daniela Chiavarino, Tomassetti, Giraldo, Girotti, Santori e la funzionaria Annesi. Gli altri si dividono tra lunedì e martedì. Difficile dire se risponderanno o meno al giudice. Come l’altra volta, l’ordinanza è chilometrica, sulle cinquecento pagine. Poco o nulla, però, sembra cambiato. Al di là delle singole strategie, resta la certezza del Riesame. Tutti i legali sperano nel tribunale della libertà. Specie dopo la vittoria dell’altra volta. I ricorsi contro la nuova ordinanza saranno certi, globali e rapidi.
Stefania Moretti




