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“Le pietre vive e la nuova evangelizzazione”

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– Tutto pronto per il convegno pastorale diocesano “Le pietre vive e la nuova evangelizzazione” che si svolgerà presso la chiesa Sacra Famiglia a Nepi il 9, 10, 11 novembre.


Programma

Venerdì 9 novembre – ore 19: presentazione del sussidio “La parola di Dio cresceva e si fortificava”.

Sabato 10 novembre – ore 19: relatore professor Luis Moral, Università Pontificia Salesiana, “La formazione permanente degli adulti nella fede”.

Domenica 11 novembre – ore 19: relatore professor Vito Orlando, Università Pontificia Salesiana, “Opportunità e ostacoli per l’annuncio della fede nel nostro tempo”.


Intervista al Vescovo Romano Rossi

“Il progetto pastorale diocesano del 2011 “Progettualità e corresponsabilità: la pazienza del costruire insieme”, ha trovato interesse e stimoli che ha impegnato le parrocchie per tutto l’anno pastorale. Il convegno pastorale diocesano di quest’anno “La parola cresceva e si fortificava” – “Perché gli adulti riscoprano la gioia di credere e di vivere”, certamente contribuirà a dare un nuovo slancio alla pastorale e offrire ulteriori punti di riferimento per incidere in maniera specifica nel vissuto di tutti i giorni, anche in concomitanza con l’anno della fede.

Per comprendere la struttura del convegno è importante vedere la struttura del progetto pastorale. Nell’evoluzione del “Mosaico delle pietre vive”, quest’anno cominciamo ad approcciare il problema della Evangelizzazione e della formazione permanente degli adulti nella fede.

Questo cammino di formazione permanente degli adulti nella fede, non può non cominciare dal recupero dell’annuncio del kerygma pasquale di “Gesù morto e risorto” come fondamento della fede, che sarà una parte del nostro progetto annuale.

Questo annuncio, però, bisogna che sia preparato da percorsi, da itinerari di riflessione che preparino il cuore dell’uomo all’annuncio del kerygma di “Gesù morto e risorto”, facendo vedere come il cuore dell’uomo è aperto, è creato per essere recettivo a questo messaggio. Ecco allora che il nostro progetto pastorale comprende per l’anno, due momenti importanti: uno che descrive il bisogno di Dio nel cuore dell’uomo, e uno che descrive gli echi e le risonanze della bellezza, categoria che richiama una bellezza trascendente.

Accanto a questo, però, trattandosi di formazione permanente degli adulti nella fede, occorre anche una riflessione di carattere pedagogico-metedologico collegato alla fede. È una parte dell’itinerario dell’anno, in cui si riflette su cosa significa per un adulto ristrutturare tutta la propria vita intorno al messaggio della fede che arriva, inoltre questo messaggio. Questa proposta di annuncio della fede, così preparata e predisposta, va rivolta agli uomini di questo tempo, di questa società, di questo nostro mondo.

La chiesa deve essere molto attenta a non immedesimarsi con il mondo, ma pur tenendosi distinta, diversa, rispetto al mondo, è mandata a parlare al mondo di questo tempo e di questo tempo, interrogandosi sulle caratteristiche principali della società nella quale viviamo in ordine all’annuncio del Vangelo.

Il convegno intende essere il momento di lancio del progetto e di riflessione sulle sue due prime fasi.

La prima sera, infatti, venerdì sera, sarà presentato il sussidio: “La parola cresceva e si fortificava” che è anche il titolo del convegno con il sottotitolo “Perché gli adulti riscoprano la gioia di credere e di vivere” e sarà presentato, nelle sue varie parti, in riferimento al cammino che la diocesi ha fatto negli anni passati.

Quindi avremo modo, la prima sera, di ripercorrere insieme le tappe del cammino annuale delle Parrocchie e della Diocesi in quest’anno della fede intorno a questo tema.

La seconda e terza sera, invece, rappresenteranno delle serate specializzate che ci permetteranno di approfondire i primi due grossi blocchi del convegno: il tema pedagogico-educativo dell’adulto verso la fede e la lettura dei “segni dei tempi” del mondo di oggi che ci interpellano circa la presenza della Chiesa che evangelizza questo mondo.

Gli altri due blocchi quelli delle vie dell’uomo verso l’approccio al mistero di Dio e il Kerygma dell’annuncio di Cristo saranno ripresi in tempi ulteriori. Quindi, la prima sera sotto la presidenza del vescovo, gli autori delle varie parti del sussidio presenteranno, in maniera sintetica, la parte da loro curata del sussidio.

La seconda e la terza sera, analiticamente, dei professori della Università Pontificia Salesiana (Ups), esperti negli specifici settori, ci offriranno delle riflessioni per approfondire con voci diverse, con linguaggi diversi, con sensibilità diverse i temi in cui ci stiamo occupando.

In questa ottica, quindi, ci ritroveremo venerdì, sabato e domenica sera dalle 19 alle 22, nella chiesa della Sacra Famiglia di Nepi.

Dopo che la prima sera in maniera sintetica sarà stato presentato il progetto, la seconda sera, in maniera analitica il professor Luis Moral, professore di pedagogia presso l’Università Pontificia Salesiana (Ups), rifletterà con noi sul tema: “Cosa significa formazione permanente degli adulti nella fede”.

Fornirà all’assemblea delle “Pietre vive” delle considerazioni e dei riferimenti, che fare catechesi agli adulti, non vuol dire solamente raccontare punti del catechismo, ma vuol dire lavorare per integrare nella vita un discorso di conversione, di ristrutturazione della persona, del modo di pensare, del modo di vivere, esplicitando cosa comporti un vero cammino di conversione, di unificazione nuova della persona in Cristo.

Il professor Vito Orlando, sociologo dell’Università Pontificia Salesiana (Ups), affronterà il secondo tema del sussidio, ossia il tema della presenza dell’azione evangelizzatrice della chiesa nella società di oggi, fornendo delle categorie, delle linee di pensiero, di lettura del mondo d’oggi che possono facilitare e stimolare l’annuncio della fede nel mondo di oggi.

Chi è invitato a questo convegno? Sono invitati tutti quelli che sono stati presenti l’altro anno e quelli che i parroci invitano: i loro collaboratori, i membri dei Consigli Pastorali parrocchiali, i membri dei consigli degli affari economici, le “Pietre vive” di ogni parrocchia e altri che i parroci vorranno coinvolgere.

I parroci sono impegnati a riempire la scheda appositamente preparata e predisposta in maniera che tutto possa essere fatto con ordine.

La comunione e la progettualità nella parrocchia deve essere un punto di partenza per il rinnovamento della catechesi, per l’educazione alla preghiera, nell’accettare le sfide della fedeltà alla morale cristiana.

Per un progetto pastorale diocesano è necessario una rinascita interiore e un cammino di comunione sempre più segnato dalla testimonianza di molti cristiani. Dalla comunione può scaturire un valido impulso per un rinnovato impegno della chiesa nell’annuncio e nella testimonianza del Vangelo nella quotidianità. Ogni cristiano deve riscoprire il proprio ruolo in un mondo che cambia, il quale ci consente, in modo nuovo, di rispondere alle attese di tanta gente con la freschezza del vangelo”.

Il vescovo Romano Rossi


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