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Riceviamo e pubblichiamo il documento dell’assemblea dei docenti dell’istituto magistrale Santa Rosa di Viterbo, liceo delle scienze umane e opzione economico-sociale e liceo musicale, contro l’articolo 3 della legge di stabilità 2013 – Il governo con la legge di stabilità per l’anno 2013 vorrebbe imporre l’aumento di sei ore dell’orario di lezione dei docenti della secondaria di primo e secondo grado, a parità di stipendio.
La norma si configura come un vero e proprio abuso che lede i diritti sindacali e “straccia” il contratto collettivo nazionale di lavoro della scuola, inoltre sminuisce la professionalità della funzione docente, in quanto disconosce il fatto che l’orario di lavoro degli insegnanti va ben oltre le 18 ore settimanali di lezione in classe.
Esso infatti comprende: la preparazione delle lezioni, la programmazione dei percorsi per la classe e per i singoli alunni, la correzione dei compiti, le attività di recupero e di sostegno per gli alunni in difficoltà, il ricevimento genitori, la partecipazione ai consigli di classe e agli altri organi collegiali, lo studio individuale per l’aggiornamento e le attività di aggiornamento e di formazione permanente, le programmazioni delle attività interdisciplinari, la registrazione e la documentazione delle attività che si svolgono con le classi, l’ideazione e la realizzazione di percorsi progettuali e di ricerca per l’ampliamento dell’offerta formativa, la somministrazione delle prove di verifica periodiche agli esami finali dei cicli, il rapporto con le reti di scuole del territorio per curare l’orientamento e la continuità, il rapporto interistituzionale con altri soggetti impegnati in attività di educazione ed istruzione (Asl, enti locali).
Non basta! L’effetto di questo provvedimento sarà devastante in termini sociali: con l’aumento orario una cattedra su quattro sarà assorbita da chi già lavora: secondo alcune stime si perderanno circa 30mila posti di lavoro. Ancora una volta, dopo la soppressione di 87 mila cattedre per effetto della riforma Gelmini, dopo il blocco degli scatti di anzianità e la mancata firma dei contratti di lavoro, scaduti da anni, è di nuovo la scuola a pagare la crisi.
Contro questo disegno di legge e per il recupero degli scatti di anzianità non pagati, del 2011 e del 2012, il liceo delle scienze umane Santa Rosa da Viterbo ha deciso di intraprendere una mobilitazione congiunta con tutte le scuole della Provincia e del territorio nazionale, nonché con Flc Cgil, Fgu Gilda, Cisl, Uil e Snals.
L’intenzione è manifestare il profondo sdegno che tale proposta ha suscitato tra gli operatori della scuola (insegnanti e personale Ata). A tal fine, dall’8 novembre 2012, tutte le attività non obbligatorie verranno sospese, fino a quando il governo non avrà ritirato la proposta di aumento dell’orario di lezione dei docenti della secondaria di primo e secondo grado e non avrà garantito il pagamento degli scatti di anzianità dovuti.
Si specificano le forme di protesta adottate: sospensione dell’approvazione del Pof; blocco di tutte le attività extracurriculari (coordinamento dei consigli di classe, progetti, commissioni, uscite didattiche e viaggi d’istruzione, settimane bianche, attività sportive e tutto quanto non previsto dal Ccnl); sospensione delle attività derivanti dalle ”Funzioni strumentali” e dalle referenze progettuali; astensione delle prestazioni aggiuntive del personale Ata; organizzazione di giornate di assemblee sia con le rappresentanze sindacali che autogestite; rifiuto di collaborare con l’Invalsi; rifiuto di svolgere ore di servizio eccedenti in sostituzione dei colleghi assenti; rifiuto della presentazione della componente docente al rinnovo del consiglio d’istituto. Autosospensione fino al 24 novembre 2012, da cariche elettive e non, quali: collaboratori del distretto scolastico, funzioni strumentali, referenti di progetto, addetti alle sezioni staccate.
I docenti dell’istituto magistrale “Santa Rosa da Viterbo” che aderiscono alla protesta
