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Mammagialla scoppia, gli avvocati scioperano

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Riceviamo e pubblichiamo – Si è svolta in tutta Italia l’astensione dalle udienze proclamata dall’unione delle camere penali italiane per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’emergenza nelle carceri.

Quasi totale è stata l’adesione all’astensione degli avvocati penalisti nel tribunale di Viterbo.

Su iniziativa della camera penale di Viterbo, nelle aule di udienza è stato osservato un minuto di silenzio per la situazione carceraria.

La camera penale di Viterbo evidenzia come l’Ucpi e gli avvocati penalisti siano da sempre in prima linea nella battaglia per il rispetto dei fondamentali diritti dei detenuti e dopo l’impegno assunto con la mozione sulle carceri approvata al congresso di Trieste, nello scorso mese di settembre, ha dato concreta espressione attraverso l’astensione dalle udienze penali a una protesta civile ineludibile.

Anche recentemente, con accenti adeguati alla gravità della situazione, il presidente della Repubblica ha invitato il sistema politico a farsi carico del problema per porre fine a quella che è stata definita senza mezzi termini una “vergogna”.

I penalisti ribadiscono che il sovraffollamento carcerario è il frutto, in primo luogo, di una concezione che pone la pena detentiva al centro del sistema penale, secondo il retaggio di una visione autoritaria del diritto penale da cui la cultura del nostro paese non riesce a svincolarsi.

Il medesimo stampo autoritario si rinviene nel quotidiano abuso della custodia cautelare in carcere, che determina per oltre il 40 per cento il numero complessivo dei detenuti, nell’intento, neppure velato, di una parte della magistratura di trasformare la custodia cautelare in una incostituzionale anticipazione della pena con la quale far fronte alle presunte o reali inefficienze del sistema giudiziario.

Francamente sconvolgenti sono i numeri della popolazione detenuta nel carcere di Mammagialla di Viterbo.

La camera penale di Viterbo è in costante e proficuo contatto con la direzione del carcere attraverso un proprio delegato, l’avvocato Marco Russo, che si interessa all’osservatorio nazionale sulle carceri dell’Ucpi alle problematiche degli istituti di pena e al quale sono stati forniti, proprio in occasione della giornata di astensione del 22 novembre, i dati aggiornati della casa circondariale che, a fronte di una capienza regolamentare di 444 posti, ha una presenza totale di 709 detenuti di cui 261 in custodia cautelare (quindi presunti innocenti) e i restanti definitivi.

Bisogna pretendere il rispetto della legge per garantire una carcerazione conforme a legalità, prevedendo meccanismi che consentano di accogliere un numero di detenuti pari a quelli previsti per ciascun istituto, con liste di attesa disegnate per le varie tipologie di reati.

Si deve costruire finalmente un nuovo sistema sanzionatorio, più efficace e realmente rispondente alle esigenze di rieducazione e prevenzione, realmente riparativo e proporzionato.

E’ indispensabile che i magistrati di sorveglianza possano effettivamente assolvere (anche attraverso incrementi di organico) ai compiti che l’ordinamento gli assegna, vigilando sull’esecuzione della pena in conformità alla legge ed ai regolamenti, ma è necessario che tutti i giudici che al carcere inviano conoscano i luoghi della detenzione.

La camera penale di Viterbo sollecita una riflessione a tutti i cittadini, esattamente come ha fatto oggi quando i suoi rappresentanti hanno richiesto un minuto di silenzio nelle aule del tribunale.

Fabrizio Ballarini
Presidente della camera penale
Stefania Sensini
Vice presidente della camera penale


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