– Asl, udienza preliminare a gennaio.
Compariranno davanti al gup Ghedini Ferri l’8 gennaio gli indagati dell’inchiesta Asl.
Salvo archiviazioni e richieste di patteggiamento dovrebbero essere una trentina, tra ex dirigenti dell’azienda sanitaria, imprenditori e società.
Per entrambi i filoni della maxi indagine viterbese, l’udienza preliminare è fissata nello stesso giorno. I due procedimenti, però, restano separati.
Uno riguarda i presunti appalti milionari truccati, affidati dalla Asl, secondo l’accusa, in cambio di consenso politico e assunzioni di personale gradito all’ex direttore generale Giuseppe Aloisio. Sotto la lente della magistratura è finita, per esempio, la fornitura settennale degli impianti di diagnostica per i laboratori della Asl. Importo: 18 milioni di euro.
L’altro filone è quello delle tangenti, la maggior parte delle quali, secondo i pm viterbesi, sarebbero state intascate da Ferdinando Selvaggini. L’ex direttore del Ced della Asl si sarebbe prodigato per l’affidamento di servizi a procedura negoziata dalla Asl a presunte “aziende amiche”, tra le quali la Isa di Alfredo Moscaroli, ex presidente del cda.
La posizione di Selvaggini, oggi tornato a lavorare alla Asl, è una delle più delicate, nell’inchiesta sull’azienda sanitaria locale.
L’accusa parla di 10mila euro dalle società degli indagati Michele Di Mario e Alfredo Moscaroli: “somme di denaro in contanti pari mediamente a 2mila euro al mese circa negli anni 2003 – 2007″. Le altre mazzette sarebbero state gli “incarichi di consulente esterno o di rapporto di lavoro part-time conferiti dalla Isa Spa alla moglie di Selvaggini, retribuite complessivamente in 165mila 109 euro dal 2004 al 2007″.
E poi ancora “ulteriori somme di denaro pari complessivamente a 18mila euro lorde per l’anno 2008 transitate a Selvaggini attraverso il conferimento di un incarico di consulenza dalla Isa Spa alla moglie, nonché ulteriori somme di denaro in contanti pari a 3mila euro al mese a partire dall’aprile-maggio 2007″.
Infine l’Italbyte Srl di Tommaso Rossi, anche lui indagato. Altro bacino dal quale Selvaggini avrebbe attinto “somme di denaro a titolo di corrispettivo di incarichi di consulente esterno conferiti alla moglie per 20mila 880 euro (dal 2004 – 2005 – 2006)”. Fino agli incarichi di tutor non solo alla moglie ma anche alla figlia di Selvaggini, procacciati da Rossi “per importi pari a circa 27mila 200 euro e 16mila euro”.
Al momento solo la posizione di Massimo Ceccarelli risulta stralciata. Il delegato della Telbios (società partecipata della Telecom) ha annunciato da tempo la sua intenzione di patteggiare. Archiviata, inoltre, la posizione della società Ati Abbott.
Gli altri sono tutti attesi in udienza dal gup a gennaio.



