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Il lavoro c’è ma va intercettato

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Francesco Monzillo e Ferindo Palombella, segretario generale e presidente della Camera di commercio

Il sindaco Giulio Marini

– “Siamo arrivati alla fine del percorso annuale  di un progetto teso a far orientare gli studenti nel mondo del lavoro. Sono già sette o otto anni che stiamo cercando di aiutare il territorio in questo senso”.

Così il segretario generale della Camera di commercio Francesco Monzillo durante il resoconto di “JobDay”  il progetto della Camera di commercio e del Cefas che si propone di far riuscire i giovani ad entrare nel mondo del lavoro.

“Ciò che proponiamo – spiega Monzillo – sono stage, intermediazioni, laboratori di simulazione imprese o incontri di approfondimento. Quest’anno sono stati 48 gli studenti che hanno fatto parte di questa attività”.

Secondo l’indagine annuale sull’occupazione il tasso di disoccupazione a Viterbo è dell’11,2% e la maggior parte delle persone che si trovano in difficoltà sono soprattutto i giovani e il mondo femminile. Il tasso di occupazione, infatti, è di 66,4 unità per gli uomini e di 42,2 unità per le donne con un conseguente tasso di disoccupazione pari a 12,3 unità per le donne e di 10,5 unità per gli uomini.

Solo uno su tre contratti sono a tempo indeterminato, per il resto si tratta soprattutto di contratti a tempo determinato o contratti stagionali.

“La richiesta di laureati è piuttosto bassa – continua ancora Monzillo –. Per i giovani che si laureano non c’è molto spazio nel mondo del lavoro della nostra zona per gli indirizzi che hanno scelto e devono accontentarsi di altri lavori. E’ anche vero che per le imprese c’è difficoltà di reperimento in certi settori come quello elettrotecnico ad esempio. Quindi degli spazi ci sono, ma vanno anche intercettati e fatti propri”.

A raccontare la sua personale esperienza lavorativa il sindaco di Viterbo Giulio Marini.

“La Camera di commercio ha rappresentato la mia fortuna – racconta -. Tanti anni fa sono stato selezionato per un corso formativo a Reggio Emilia. Ho passato un anno facendo una miriade di esperienze e percorsi di natura commerciale.

Tra le aziende che mi ha contatto alla fine del corso – continua – ho scelto la Rinascente della quale, dopo 17 mesi, sono diventato dirigente. Lasciare il territorio è stato difficile, ma necessario.

Oggi come treant’anni fa – sottolinea Marini – ci vuole disponibilità a causa della struttura economica che c’è. A volte ci vuole anche coraggio. ‘In loco’ purtroppo non è sempre il luogo giusto e bisogna andare dove c’è possibilità di crescere”.

Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio, in questo momento di crisi, chiede di sostenere i giovani. “€œLa questione occupazionale ˆ’ha assunto tali dimensioni di gravità sociale che richiede da parte delle istituzioni ogni sforzo per determinare un’inversione di tendenza.

Dobbiamo stimolare i giovani ad avere il coraggio di intraprendere attività imprenditoriali e al tempo stesso sostenerli con percorsi formativi che diano priorità alla creatività, alla qualità e all’€™innovazione.

In tal senso il sistema camerale attraverso il Job Day e gli stage nelle aziende rappresenta per gli studenti una risorsa in più per avvicinare la scuola al mondo del lavoro”€.

Elisa Cappelli


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