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– Prosciolto dall’accusa di violenza sessuale e condannato perché urinava in piazza.
Finisce così il processo a un uomo che palpeggiò un’infermiera del 118.
La vicenda si trascina dal 2008. La notte del 12 ottobre i carabinieri lo fermano in piazza della Nave, a Ronciglione. L’uomo è ubriaco e agitato.
I carabinieri chiamano il 118. Un’infermiera cerca di farsi dare le generalità dell’uomo. Lui non solo rifiuta, ma allunga le mani. “Mi ha palpeggiato il seno e una gamba – ha spiegato la donna in tribunale, all’udienza di ieri mattina -. Io l’ho redarguito subito. Sul posto c’erano già i carabinieri. Ha strappato i bottoni della giacca a uno e colpito allo stomaco un altro. Poi si è messo a urinare in piazza”. Fatto, quest’ultimo, che gli è valso l’ulteriore accusa di atti contrari alla pubblica decenza.
Il pm aveva chiesto la condanna a un anno e due mesi. La difesa, rappresentata dall’avvocato Remigio Sicilia, l’assoluzione per tutti i reati contestati.
Alla fine il collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone (a latere Eugenio Turco e Filippo Nisi) ha ritenuto di non doversi procedere per violenza sessuale, dal momento che l’infermiera non ha sporto denuncia.
L’uomo è stato condannato per l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e atti contrari alla pubblica decenza. Assolto dalla resistenza nei confronti dell’infermiera e di un altro militare.
