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Pastore uccise il fratello, condannato a dodici anni

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Vasilica Goldum, arrestato per omicidio del fratello

Vasilica Goldum, l'uomo condannato per l'omicidio del fratello

Le immagini dell'arresto

(s.m.) – Omicidio di Oriolo Romano, pastore condannato a dodici anni.

Uccise il fratello con una coltellata al cuore.

Questa mattina il gup di Viterbo Salvatore Fanti lo ha condannato a dodici anni per omicidio volontario, più pagamento delle spese processuali e interdizione dai pubblici uffici.

Lui è Vasilica Goldum, pastore romeno di 37 anni. I carabinieri di Oriolo Romano lo arrestarono il 18 settembre 2011. Vasilica aveva accoltellato a morte il fratello minore Mihai, nell’azienda agricola in cui entrambi lavoravano. Per gli inquirenti, fu una lite dettata dall’alcol e dalla gelosia: Vasilica pensava che Mihai avesse una storia con sua moglie. Da qui il delitto, fomentato da un evidente stato di ebbrezza.

L’imputato ha sempre sostenuto di essere stato provocato e attaccato. Quando il fratello gli si è scagliato contro con una sedia, lui ha reagito usando un coltello da cucina. Stava affettando il pane. Gli è venuto spontaneo impugnarlo e colpire. Ma è stato un attimo tragico e fatale. “Comunque andrà a finire, sarò addolorato per sempre – ha ripetuto al processo con rito abbreviato -. Non volevo ucciderlo“.

Proprio sulla non intenzionalità ha puntato la difesa. L’avvocato Massimo Rao Camemi ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste, essendo stato “slegato” dalla volontà dell’imputato. In alternativa, eccesso di legittima difesa, con l’attenuante della provocazione e dello stato d’ira, e alleggerimento dell’accusa in omicidio preterintenzionale.

Il giudice gli ha riconosciuto le attenuanti, condannandolo a dodici anni. Due in meno di quanto chiesto dal pm Fabrizio Tucci. La difesa farà sicuramente appello. “Restiamo convinti che sia stata una tragedia – ha dichiarato l’avvocato Rao Camemi, uscendo dall’aula -. Leggeremo le motivazioni e impugneremo. In appello possiamo avere qualche margine“.


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